UN’ONDA VERDE PER CAMBIARE L’EUROPA E L’ITALIA

Il cambiamento subìto rende vulnerabili e la vulnerabilità rende ostili al cambiamento. Il cambiamento desiderato offre inedite opportunità.

Programma di Europa Verde per le Europee 2019

Un voto per EUROPA VERDE è un voto per riportare l’Unione europea alla sua promessa iniziale di contribuire alla pace, alla libertà e al benessere dei suoi popoli. Un’Unione non di interessi egoistici in guerra fra loro ma di responsabilità condivisa. Un’Unione che non favorisca guadagni finanziari per pochi ma il progresso economico e sociale per tutti. Un’Unione che guidi il mondo nella lotta ai cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità, proteggendo il pianeta e gli esseri che lo abitano e che, nel farlo, ritrovi la capacità di agire a difesa dei diritti di tutti e della democrazia.

Agire. Subito. Per il cambiamento desiderabile.

Le belle parole non servono. Serve agire. Gli scienziati dell’IPCC – la task force dell’Onu che studia i cambiamenti climatici – hanno stabilito che abbiamo poco tempo: 11 anni per impedire che la crisi climatica diventi irreversibile.

Se non interverremo, l’ingiustizia climatica dividerà sempre di più i Paesi e i popoli fra loro. La sostenibilità ambientale e la giustizia climatica non sono più un lusso ma una necessità. Il riscaldamento globale e l’esaurimento delle risorse naturali sono incompatibili con una comunità globale organizzata, equa e civilizzata. Abbiamo l’obbligo di preservare la vita sul Pianeta per noi e per le generazioni future.

Occorre cambiare rotta adottando soluzioni e modalità produttive sostenibili già disponibili e dandosi i mezzi per trovarne di nuove: il Green New Deal deve orientare le scelte economiche con cui creare occupazione stabile e migliorare la qualità ambientale nei luoghi di vita e di lavoro. La necessità di assicurare giustizia climatica e sociale ci chiede anche di uscire dai piccoli interessi individuali e nazionali. La nuova cittadinanza europea che vogliamo costruire con EUROPA VERDE si fonda su un patto di solidarietà tra i popoli per la transizione ecologica e per una società più giusta.

Siamo fieri di essere europei. E siamo fieri di appartenere alla grande famiglia europea dei Verdi. Vogliamo portare aria fresca e pulita nelle istituzioni europee e renderle più aperte e trasparenti.

I “SI” e i “NO” di “EUROPA VERDE”

La storia delle persone e dei movimenti politici che hanno dato vita a EUROPA VERDE testimonia che non abbiamo scoperto oggi l’ecologia e i cambiamenti climatici. Nulla a che fare con chi si è appena dato una mano di verde per compiacere gli elettori o con i NO a prescindere, esibiti da altri partiti.

Alle elezioni del 26 maggio “EUROPA VERDE” si presenta ribadendo con chiarezza quei SI e quei NO che appartengono al suo DNA.

a un’Europa federale, fondata su istituzioni legittimate democraticamente e sulla ricchezza e diversità delle sue radici civiche, territoriali, culturali. La UE deve evolvere in un sistema federale in cui le decisioni pubbliche siano prese in modo trasparente da rappresentanti eletti e politicamente responsabili, non tramite compromessi influenzati da conflitti di interessi e da gruppi di pressione parziali e abusivi.

ad un’Europa che riformi le sue istituzioni, a partire dal rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini.

alla rimozione del diritto di veto nel Consiglio dei Ministri e nel Consiglio europeo, a causa del quale ogni stato può bloccare l’azione comune. Vogliamo una UE efficace negli iter decisionali, trasparente e vicina ai cittadini. La sede del Parlamento deve essere centralizzata a Bruxelles, eliminando lo spreco di denaro pubblico e la pressione sull’ambiente delle diverse sedi. Proponiamo di rendere Strasburgo sede di un centro universitario europeo.

all’Europa che salvaguarda la biodiversità e garante effettiva della tutela giuridica degli animali come esseri senzienti, secondo quanto previsto dall’art.13 del Trattato di Lisbona.

a politiche economiche, sociali ed educative ambiziose e innovative, che diano priorità alla trasformazione ecologica dell’economia e creino una significativa redistribuzione della ricchezza e lavoro di qualità.

a forti investimenti pubblici nella cultura, nella scuola, nella ricerca che garantiscano ai giovani pari opportunità di studio, formazione e accesso al lavoro.

alla drastica riduzione delle spese militari, a favore degli investimenti per la trasformazione ecologica, il benessere sociale e la cultura. La spesa per le armi sottrae risorse allo sviluppo e al miglioramento dell’impronta ecologica sul nostro pianeta. I suoi prodotti creano distruzione, odio e nuovi conflitti.

alla riconversione delle industrie belliche creando alternative di lavoro per gli addetti, al disarmo sia europeo che internazionale e allo stop immediato all’esportazione di armi prodotte in Europa verso Paesi in guerra o che non rispettano i diritti umani.

NO a un’Europa inconcludente ed egoista che alimenta la deriva nazionalista e xenofoba, come dimostrano il linguaggio e le scelte delle forze politiche al governo in Italia, emulate da partiti di altri Paesi. Si tratta di una deriva che fa leva sul disagio sociale, sull’incertezza e sullo spaesamento di milioni di italiani ed europei colpiti dalla transizione del modello economico che stiamo subendo. Si tratta di politiche che creano le condizioni per cui i mali di cui soffrono i cittadini europei si aggravino.

E nel mondo in cui si affacciano protagonisti economici e geopolitici nuovi e potenti, dalla Russia agli Usa fino alla Cina, solo un’Europa federale e coesa può conservare una posizione chiave per difendere il benessere dei propri cittadini, oltre che la pace nel mondo.

NO all’austerità! Le politiche economiche auspicate dall’UE che hanno puntato sul risanamento dei conti pubblici senza allo stesso tempo favorire con misure anticicliche la crescita sono state applicate in questi anni in modo inefficace e arbitrario con il risultato di avere contribuito a minare la coesione sociale, fatto crescere precarietà e diseguaglianze e alimentato la sfiducia verso le classi dirigenti. Il tutto senza affrontare il nodo del debito pubblico, la cui dimensione in Italia resta una grande questione sociale, economica e perfino ambientale, né risolvere la stagnazione economica.

L’unica frontiera: Difendere lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, contro ogni forma di razzismo, omofobia ed esclusione; aumentare la trasparenza e combattere la corruzione

Ogni vita ha pari dignità. Il rispetto senza se e senza ma dei diritti umani è la soglia al di sotto della quale non vogliamo scendere. Per questo la UE ha bisogno di un meccanismo per monitorare regolarmente lo stato della democrazia, dei diritti dell’opposizione ad agire, della libertà di stampa e dei diritti fondamentali in tutti gli Stati membri della UE, baluardi anche contro corruzione, criminalità organizzata e malaffare. Un meccanismo che sarebbe inutile se non includesse sanzioni adeguate contro i governi che violano questi principi e valori. EUROPA VERDE è inoltre convinta che i sistemi sociali inclusivi, capaci di accogliere e integrare, siano l’unico antidoto all’emarginazione e alla povertà anche per chi arriva in Europa fuggendo da guerre, persecuzioni e disastri ambientali.

Vogliamo una politica di asilo basata sulla solidarietà e l’introduzione di un meccanismo di ricollocazione dei richiedenti asilo che sia permanente, vincolante ed equo, così come espresso nella riforma del Regolamento di Dublino adottata nel 2017 dal Parlamento europeo. La stessa che i governi nazionali si sono rifiutati di discutere.

Chiediamo una politica europea che apra canali di migrazione legale per motivi di lavoro e regole comuni per la mobilità e l’ingresso dei lavoratori e delle loro famiglie nella UE, nel quadro di una gestione comune dei confini che assicuri al tempo stesso sicurezza, libera circolazione per le persone residenti nella UE e risorse adeguate per gestire l’accoglienza. Il prossimo Parlamento europeo deve passare al vaglio democratico l’attuazione dei controlli alle frontiere, gli accordi formali e informali con i Paesi terzi e le politiche in materia di asilo e migrazione. Rifiutiamo qualsiasi piano che crei centri controllati o piattaforme di sbarco regionali al di fuori dell’UE. Per sostenere queste finalità, le risorse europee a disposizione per l’integrazione dei nuovi residenti dovranno essere aumentate nel bilancio della UE attualmente in discussione. Allo stesso modo e per affrontare le cause profonde delle migrazioni, siamo convinti che le politiche europee in materia commerciale, agricola e della pesca devono sostenere gli obiettivi di sviluppo e sostenibilità dell’Agenda 2030 fissati dall’ONU.

GREEN NEW DEAL: per una nuova economia, per una nuova società: Efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia verde e circolare

È in atto un processo di radicale trasformazione della produzione e del consumo di energia a livello globale e del sistema economico in generale. Questa trasformazione deve condurre all’abbassamento delle emissioni che alterano il clima, fino al loro azzeramento. Efficienza energetica e fonti rinnovabili sono la risposta più efficace per contrastare i cambiamenti climatici e combattere l’inquinamento atmosferico che danneggia la nostra salute. La conversione energetica è anche uno strumento impareggiabile per rendere energeticamente autonoma la UE, oggi grande importatrice di combustibili fossili.

EUROPA VERDE ritiene che la UE debba porsi obiettivi molto più ambiziosi di quelli attuali. Per limitare l’aumento globale della temperatura a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali ci vuole una legge-quadro sul clima, con bilanci di carbonio vincolanti per i Paesi membri che riducano le emissioni climalteranti di almeno il 55% entro il 2030 e che aprano la strada ad un’economia a impatto climatico zero entro il 2050.

EUROPA VERDE chiede che la UE elimini l’uso del carbone entro il 2030 e, in successione, gli altri combustibili fossili, cessando immediatamente l’erogazione di sussidi pubblici alle fonti fossili (che assorbono solo in Italia 18,8 miliardi di euro) per favorire invece gli investimenti, sia privati che pubblici, verso sistemi di produzione energetica e industriale sostenibili.

A partire dal pacchetto di direttive sull’economia circolare approvate nella legislatura 2014-2019, occorre sostituire il modello lineare dell’economia (preleva risorse – produci – butta) con il modello circolare ispirato alle tre “erre”: Riduci la produzione di rifiuti, Riusa, Ricicla. Bisogna ridurre drasticamente gli imballaggi e l’uso della plastica non biodegradabile e dei prodotti monouso, favorirne il recupero e riciclo, ed eliminare gli sprechi di cibo.

Un altro degli obiettivi prioritari di EUROPA VERDE è rendere sostenibile il settore dei trasporti. Le emissioni di CO2 provenienti dal settore dei trasporti continuano a crescere, in particolare quelle di auto e aerei.

È necessario perciò agire il ​​più rapidamente possibile per favorire la svolta verso il veicolo elettrico con scadenze certe per l’uscita dai veicoli inquinanti e sostegno alla ricerca; per spostare le merci dalla strada alla ferrovia, con misure europee che agiscono sul fronte fiscale, con un sistema di disincentivi-incentivi, maggiore sicurezza e controlli; per collegare Paesi e regioni con treni rapidi, notturni e regionali, scoraggiando la costruzione di nuove autostrade; per diffondere sistemi di mobilità condivisa; per mettere un freno al crescente inquinamento legato al traffico aereo tramite la leva fiscale e la ricerca; per investire nella mobilità ciclistica urbana ed extraurbana.

Insomma, per avviare la trasformazione ecologica del sistema energetico, produttivo e dei trasporti, l’Unione europea deve dotarsi di un piano straordinario di investimenti e normative ben più ambizioso di quanto fatto sinora.

Tutela dell’aria e dell’acqua, lotta alla produzione di rifiuti di plastica e al consumo di suolo

L’Unione europea deve dotarsi di un nuovo programma d’azione ambientale e non sostenere finanziariamente opere che danneggiano l’ambiente. È necessario fissare limiti più stretti all’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua; rendere più stringenti i divieti alle sostanze chimiche pericolose e i pesticidi; espandere in modo significativo le aree naturali protette; aumentare il sostegno alla protezione delle coste e delle zone montane; frenare lo sviluppo di infrastrutture a forte impatto e il disboscamento insostenibile e illegale; fissare limiti più stringenti per proteggere la qualità e la gestione sostenibile dell’acqua, riaprire la discussione su una direttiva europea sul consumo di suolo, proteggendolo dal degrado e finalizzare un pacchetto legislativo stringente, compresa una tassa europea, che punti sulla drastica riduzione dell’uso e della dispersione della plastica; estendere al 20% dei nostri mari le aree protette; sostenere  in sede europea e nell’ambito dell’IMO l’adozione di aree di controllo delle emissioni (emissioni di zolfo, di ossidi di azoto e di particolato derivanti dalle navi….) nei mari per la riduzione delle emissioni derivanti dalle navi il e il bando dal Mediterraneo dell’uso degli scrubber”. Non rispettare l’ambiente costa caro, anche alle casse dello stato: dal 2011 l’Italia, nella più totale indifferenza della politica e dei media, ha pagato finora (e continuerà a pagare) ben 589 milioni di euro in multe all’UE, per lo più per infrazioni sui rifiuti, discariche e acque reflue. Una vergogna che deve finire.

Promuovere l’agricoltura biologica per un’alimentazione sana e di qualità

Siamo quello che mangiamo: per questo EUROPA VERDE privilegia l’agricoltura che esclude l’impiego di Ogm e pesticidi e incoraggia stili di alimentazione più sani e rispettosi dell’ambiente.

Rispetto alla produzione di carne destinata al consumo umano, oltre a misure che incoraggino a diminuirlo progressivamente per motivi ambientali ed etici, occorre garantire il pieno rispetto del benessere animale, sistematicamente violato negli allevamenti intensivi che sono anche causa di rilevanti emissioni di gas serra. EUROPA VERDE sostiene l’iniziativa europea contro l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti, ci battiamo contro l’utilizzo degli animali nei circhi e per il superamento della caccia.

La Politica Agricola Comune (PAC), tradizionalmente dotata di ingenti risorse finanziarie nel bilancio Ue, deve essere orientata a sostenere le produzioni biologiche e biodinamiche che riducono le emissioni di gas serra e offrono cibi più sani, e a promuovere la sostenibilità e la tutela ambientale, il ripopolamento delle zone montane, la difesa dei prodotti tipici locali e la biodiversità delle coltivazioni.

Agli agricoltori che decidono di abbandonare l’uso di fertilizzanti chimici e fitofarmaci, la Politica Agricola Comune 2021-2027 deve destinare maggiori incentivi, riconoscendone la funzioni sociale e quella ambientale (non inquinare le acque di falda con i residui chimici).

L’Unione europea deve stabilire gli obiettivi per i Paesi membri nella riduzione del consumo di suolo fertile e di prevenzione dal rischio idrogeologico, mettendo a disposizione per il raggiungimento di questi una parte del Fondo per la Transizione

Ecotasse, tassa sul carbonio e armonizzazione fiscale

EUROPA VERDE vuole tassare di più̀ quel che vogliamo ridurre (uso delle risorse e inquinamento, plastica ed emissioni) e tassare di meno quel che vogliamo aumentare (posti di lavoro). Troppo spesso, le persone vulnerabili devono pagare tasse proporzionalmente più alte rispetto ai ricchi e i piccoli imprenditori più̀ delle grandi società. Vogliamo trovare anche un modo equo e funzionale per tassare i servizi digitali e gestire le cripto-valute a livello europeo.

Dobbiamo introdurre una Politica Fiscale Verde Comune (ecotasse, eco-incentivi e disincentivi) per sostenere e finanziare, con i loro proventi, la transizione all’economia verde del sistema produttivo europeo. In particolare, se vogliamo promuovere le fonti di energia rinnovabili e contrastare l’uso di quelle fossili, non è più rinviabile l’introduzione di una tassa sul carbonio, peraltro già in essere in alcuni Paesi europei. EUROPA VERDE sostiene l’Iniziativa dei cittadini europei per una legge che introduca un prezzo minimo sulle emissioni di CO2: 40€ per tonnellata di CO2 a partire dal 2020, per arrivare a 100€ entro il 2030.

Allo stesso tempo, si dovrà abolire l’attuale sistema di indennità gratuite per i Paesi extra-UE che inquinano e introdurre un meccanismo di adeguamento alle frontiere per le importazioni da paesi terzi che non applicano la tassa sul carbonio, in modo da compensare i prezzi più bassi del paese esportatore e non creare condizioni di concorrenza penalizzante per le produzioni europee. Le maggiori entrate derivanti dal prezzo del carbonio saranno destinate alle politiche europee per il risparmio energetico e per l’uso di fonti rinnovabili e permetteranno di ridurre la tassazione dei redditi più bassi.

Non meno importante è puntare ad un’armonizzazione fiscale che ponga fine agli attuali paradisi fiscali e alla concorrenza sleale tra Stati membri giocata su agevolazioni fiscali concorrenziali. Va quindi condotta un’azione congiunta e solidale contro evasione ed elusione, pratiche che minano la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Le crescenti disuguaglianze, le lobby prive di controllo e la corruzione rappresentano gravi pericoli per la democrazia.

I regimi fiscali devono essere modificati per non privilegiare più i grandi gruppi e le società multinazionali. EUROPA VERDE si impegnerà con forza nel Parlamento europeo per ottenere una maggiore equità fiscale e si opporrà ai paradisi fiscali, all’elusione fiscale e al riciclaggio di denaro sporco. A carico dei colossi di Internet proseguiremo gli sforzi già messi in atto dai Verdi europei per introdurre una tassa digitale. Infine, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ONU “Agenda 2030” devono guidare la politica di aiuto allo sviluppo, della pesca e commerciale della UE.

Un’Unione europea sociale, equa, inclusiva

L’Europa deve diventare una vera unione sociale, che garantisca più e pari diritti ai lavoratori, combatta la povertà e riduca le disuguaglianze, rafforzando le norme contro il cosiddetto dumping sociale (divario in termini di costo del lavoro nei paesi dell’Unione), la competizione fiscale, garantendo retribuzioni eque, diritti sindacali e condizioni di lavoro dignitose, oltre al diritto alla salute.

In particolare, per trasformare in realtà il Pilastro europeo dei diritti sociali, il prossimo Parlamento europeo dovrà porre in cima alle sue priorità l’introduzione di una legislazione europea che garantisca un reddito minimo in ogni Paese. Questo sostegno sociale sarà fornito dagli Stati membri a tutti coloro che sono privi di altre fonti di reddito, tenendo conto degli standard di vita locali e delle differenze nei sistemi nazionali, con l’obiettivo di una protezione equivalente per tutti i cittadini. Sosteniamo con forza congedi per malattia retribuiti equamente e un congedo parentale equo applicabile ad entrambi i genitori in tutti i Paesi, oltre a forme di sostegno e assistenza alla famiglia. Sosteniamo esperimenti su regimi di reddito di base universale e di riduzione dell’orario di lavoro a livello nazionale.

EUROPA VERDE è inoltre convinta che si possano cogliere le opportunità della digitalizzazione, dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotizzazione – affrontandone al contempo le sfide e i rischi – per rafforzare l’economia europea. Per farlo riteniamo che le scelte di strategia economica debbano essere “verdi” e che debbano essere congrui gli investimenti in formazione e accompagnamento dei lavoratori. Il criterio generale deve essere che un’eventuale diminuzione di reddito derivante dalla transizione ecologica a carico delle fasce sociali più basse debba essere compensata.

Infine, vediamo anche un grande potenziale nell’economia equa, sociale, collaborativa e assistenziale. Nuove forme di economia possono combinare la redditività con l’inclusione sociale e la governance democratica. La regolamentazione europea può e deve agevolare maggiormente strumenti alternativi alle imprese tradizionali, come le cooperative, il crowd-funding e l’imprenditoria sociale.

Promuovere la parità di genere, contrastare omofobia e razzismo

EUROPA VERDE vuole contribuire a costruire un’Europa in cui il ruolo e il talento delle donne siano pienamente riconosciuti. Non è più possibile tergiversare. Il contrasto a tutte le forme di violenza di genere è un’emergenza.

Sosteniamo la definizione di una nuova Direttiva europea che renda trasparenti le retribuzioni, in modo da esporre il divario di genere che esiste nei salari e negli accessi agli appalti pubblici. Sosteniamo l’applicazione delle strategie proposte dalla Commissione Europea, fra cui l’impegno strategico per l’uguaglianza di genere 2016-2019. Vogliamo che il principio d’inviolabilità del corpo femminile e dell’autodeterminazione della donna sia incluso nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e pensiamo che sia urgente garantire servizi per la salute sessuale e riproduttiva – compresa l’IVG – gratuiti, accessibili, di buona qualità e sicuri per tutte e tutti. Sostenere, davvero, la famiglia significa mobilitare risorse a favore del lavoro delle donne e servizi.

L’Europa deve contribuire alla lotta contro la violenza di genere e la violenza contro le persone LGBTQ dotando dei fondi necessari il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza previsto dal Regolamento (UE) n. 1381/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, per il periodo di programmazione 2021-2027.

Dopo la firma da parte dell’Unione della Convenzione di Istanbul, il processo di adesione prevede la ratifica da parte dei singoli stati membri. Allo stesso modo va garantito in modo più efficace il riconoscimento dei diritti civili delle persone LGBTQ in tutta la UE.

Sosterremo iniziative volte a rafforzare il piano di azioni sui diritti umani e la democrazia definito dal Consiglio per il periodo 2015-2019 anche intorno all’equiparazione del livello di tutela contro gli episodi di omofobia e transfobia a quello garantito nel caso di incitamento all’odio e di reati ispirati dall’odio motivati da razzismo o xenofobia. Intendiamo inoltre garantire l’adeguata tutela giuridica alle persone transgender disposta dal diritto dell’Unione europea, facilitando i percorsi per il riconoscimento dell’identità di genere e ricomprendendo nella definizione di “famiglia” le coppie dello stesso sesso, siano esse sposate, registrate o di fatto.

Conoscenza come strumento indispensabile per la lotta ai cambiamenti climatici

Il sistema educativo pubblico è indispensabile non solo per formare nuovi cittadini ma anche per combattere i cambiamenti climatici. Per raggiungere la stabilizzazione del clima saranno necessari cambiamenti radicali nello stile di vita e nel comportamento dei singoli individui in differenti contesti sociali e l’istruzione ha il potere di dotare le generazioni presenti e future delle capacità e delle conoscenze necessarie non solo a sopravvivere ma, soprattutto, a prosperare.

Istruzione e ricerca significano opportunità per la riduzione delle disuguaglianze e portano maggiore resilienza nei confronti dei processi di trasformazione in atto. È essenziale uscire dall’idea che queste siano competenze esclusivamente nazionali: anche la UE deve investire in scuola, università, ricerca, contribuendo a misure che garantiscano ai giovani percorsi scolastici e formativi di qualità e ai meno giovani possibilità di riconversione per accedere a nuovi percorsi professionali, formando nuove competenze in particolare nell’ambito del settore “verde” in cui spesso la domanda supera l’offerta.

L’Europa deve investire nel finanziamento dell’apprendimento permanente e della riqualificazione. I fondi UE per i programmi di scambio, come il programma Erasmus devono essere potenziati. Ogni giovane dovrebbe avere la possibilità di partecipare a un programma di scambio indipendentemente dal contesto finanziario o dalla carriera educativa. Finanziamenti adeguati devono essere previsti anche per il Corpo europeo di solidarietà per offrire ai giovani la possibilità di sviluppare propri progetti di volontariato, un’esperienza che contribuisce a formare i nuovi cittadini europei e a creare il senso di appartenenza all’Europa. Ci impegneremo per contrastare normative che ostacolino un equo accesso dei giovani al mercato del lavoro.

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Le prossime elezioni saranno decisive per il futuro dell’Europa. Vogliamo superare lo status quo e aprire un nuovo capitolo della nostra comune impresa europea. Il mondo che ci circonda non si ferma e noi, in Europa, non possiamo permetterci di perdere tempo. EUROPA VERDE vuole essere artefice di un cambiamento, quello vero, in Italia ed in Europa!

L’elezione di un numero importante di deputati che aderiranno al gruppo dei Verdi al PE provenienti dall’Italia, ci aiuterà a rafforzare non solo le politiche ambientali e dei diritti europee, ma anche a preparare una alternativa all’attuale governo.

EUROPA VERDE propone agli italiani un’opzione distintamente ecologista, progressista, federalista europea e femminista e può contare sull’appoggio convinto dei Verdi europei. Con i Verdi, Possibile, Green Italia e personalità sella società civile EUROPA VERDE vuole coinvolgere e mobilitare per questa competizione elettorale movimenti civici e realtà politiche, uomini e donne che condividono le stesse ragioni: accelerare sulla via della trasformazione ecologica dell’economia, assicurare risorse adeguate per sicurezza e welfare, opporsi a tutte le forme di razzismo, di discriminazione, di antisemitismo, di autoritarismo e contrastare il rifiuto all’accoglienza di chi cerca rifugio in Europa.