Recovery fund: decisione storica ma dove sono gli impegni su clima e digitale?

Recovery Fund

Quelle che arrivano da Bruxelles sono, senza dubbio, delle decisioni storiche. È una buona notizia che i capi di Stato e di governo abbiano finalmente trovato un accordo su un fondo comune europeo per la ripresa. Non possiamo però non evidenziare le criticità sul futuro, a causa della quasi totale assenza di impegni su clima e digitale.

Come Verdi italiani, insieme ai Verdi Europei, fin dall’inizio della pandemia ci siamo battuti nella richiesta di solidarietà all’Unione europea per far fronte all’emergenza Covid e alla crisi economica che ne è derivata. L’accordo sul Recovery Fund senz’altro scongiura un fallimento che sarebbe valso come una sentenza sull’Unione.

Nonostante questo, l’accordo però paga un prezzo molto elevato. Abbiamo perso l’occasione di rendere l’Europa il leader mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico, come al contrario hanno spinto i Verdi in ciascuno dei Paesi membri. L’intransigenza dei Paesi frugali, che hanno in ogni caso condizionato l’accordo, non solo indebolirà l’impatto economico del piano di ripresa ma danneggerà soprattutto le parti più orientate al futuro, come impegni climatici e digitalizzazione.

Siamo inoltre preoccupati sull’effettivo utilizzo dei fondi da parte del Governo italiano che più volte ha paventato l’idea anacronistica del Ponte sullo Stretto e di riapertura indiscriminata dei cantieri. Si tratta di opere che vanno in direzione opposta rispetto alla largamente annunciata rivoluzione Verde. Siamo convinti dell’assoluta necessità di investimenti orientati al Green Deal e alla conversione ecologica.

Gruppo Nazionale Europa Verde