Sulla scuola, la Ministra Azzolina ha poche idee ma confuse

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Dalla lettura della bozza delle Linee Guida sulla riapertura delle scuole a settembre, che dovrebbe essere presentata al tavolo Stato-Regioni, si evince come si tratti di una proposta approssimativa, confusa, con indicazioni generiche, di cui non si comprendono i tempi di attuazione. Appare palese come il Governo intenda scaricare sui Dirigenti e sul personale scolastico la responsabilità delle scelte e della loro applicazione. Di difficile attuazione appaiono anche le linee e le regole indicate per la riapertura degli asili nido e infanzia, soprattutto quelle relative alla gestione degli spazi.

Il Governo deve assumersi direttamente la responsabilità di stabilire con precisione quali comportamenti assoluti e di principio adottare, in quanto misure di salute pubblica, e non limitarsi dare risposte diversificate da regione a regione, considerata la sperequazione delle risorse territoriali.

È inoltre inammissibile che queste confuse disposizioni governative arrivino fuori tempo massimo – a fine giugno per i primi di settembre – senza nemmeno stabilire l’entità dei finanziamenti necessari agli stravolgimenti di natura didattica e organizzativa che vengono richiamati nel documento ministeriale.

Il Governo, per oltre 4 mesi, non è stato in grado di realizzare un censimento delle strutture pubbliche disponibili, come locali pubblici, ex caserme, recupero scuole dismesse ecc.: ora non è pensabile che siano i Dirigenti scolastici a trovare soluzioni alternative, senza neanche sapere quale sarà l’ammontare delle risorse destinate ai loro istituti.

Conte riveda le sue priorità e inserisca al primo posto, insieme alla sanità, la riapertura delle scuole a partire da settembre.

Vengano stanziate risorse per non meno di 5 miliardi di euro per garantire la realizzazione di una delle più grandi opere utili italiane: il risanamento, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico degli edifici scolastici italiani. Risorse da utilizzare anche, non per immettere in ruolo, con il concorso, solo 32.000 docenti, ma per assumere e stabilizzare almeno 100.000 tra docenti e personale scolastico in modo da rilanciare l’occupazione e garantire l’unico modo possibile per rispettare il distanziamento sociale: l’eliminazione delle classi pollaio e la creazione di classi con non più di 15/18 alunni.

Riteniamo essenziale l’attivazione di tavoli per l’emergenza della ripartenza, da istituire soprattutto a livello territoriale con prefetture, OO.SS, Enti Locali, per procedere alla definizione operativa di un chiaro protocollo per il distanziamento, l’entità delle risorse e le modalità di accesso, sull’organico e sull’orario scolastico da garantire agli studenti e alle loro famiglie.

Per confermare e sostenere tutte queste richieste, come Europa Verde saremo oggi, giovedì 25 giugno, nelle piazze delle città d’Italia a sostenere le manifestazioni di “Priorità alla scuola” a fianco delle OO.SS., delle famiglie e degli studenti.