Non c’è sostenibilità senza investimenti per l’occupazione femminile

femminile
“In Italia, nell’ultimo mese, il 20% delle donne ha smesso di lavorare e questo sarà un duro colpo per il PIL a fine anno. Gli investimenti europei, pur essendo indirizzati in settori per noi fondamentali, come mobilità, trasporti, digitalizzazione, non considerano i settori di impiego femminile e non porteranno occupazione a chi sta perdendo il posto di lavoro. Per questo motivo, come Greens/EFA, ho lanciato l’appello #HalfOfIt, con il quale chiedo una valutazione dell’impatto di genere che dimostra che se non spendiamo metà dei fondi per le donne non ci sarà alcuna sostenibilità. Lo scopo è quello di proporre un equilibrio tra sostenibilità ecologica e sociale e uguaglianza di genere”.
Così l’eurodeputata dei Greens/EFA, Alexandra Geese, intervenendo agli Stati Generali della Green Economy, organizzati da Europa Verde.
Le fa eco Luana Zanella, membro dell’esecutivo dei Verdi: “Non c’è rivoluzione ecologista senza la compartecipazione e la presenza delle donne, per questo l’occupazione femminile deve essere centrale all’interno delle risorse messe in campo dal Recovery Fund, specie in un paese come il nostro, ancora molto lontano rispetto alle disposizioni generali in merito alla parità uomo donna dettate dal Trattato di Lisbona”.
Testo della petizione

Chiediamo alla Commissione europea e al Consiglio europeo di rispettare l’articolo 23 della Carta europea dei diritti fondamentali. Si afferma che “la parità tra donne e uomini deve essere garantita in tutti i settori, compreso l’impiego, il lavoro e la retribuzione”. Chiediamo che garantiscano che almeno la metà del Fondo per la ripresa e la ricostruzione sia spesa per l’occupazione e la promozione dei diritti delle donne, nonché per la parità tra i sessi. Ciò dovrebbe essere in linea con la strategia per l’uguaglianza di genere della Commissione europea adottata nel marzo 2020.
Chiediamo pertanto i seguenti punti:

  • Valutazione dell’impatto di genere e bilancio di genere per tutti i fondi spesi nell’ambito dello strumento per la ripresa economica e il contenimento dei costi
  • Investire nel lavoro di cura, nello sviluppo di servizi di assistenza all’infanzia e di scuole che consentano a tutti i genitori di mantenere un lavoro retribuito e un sano equilibrio di vita.
  • Sviluppare i servizi di assistenza dal punto di vista del ciclo di vita: un Care Deal for Europe e un progetto europeo sulle statistiche disaggregate per genere sul lavoro non retribuito e retribuito come base per un nuovo calcolo del PIL
  • obblighi per le aziende che ricevono aiuti o sovvenzioni statali nell’ambito del Recovery and Burden Sharing Scheme di documentare che questi fondi vanno a beneficio dei dipendenti di tutti i generi in egual misura; e in particolare di quelli con una bassa percentuale di dipendenti e dirigenti di sesso femminile di assumere e promuovere le donne a livello dirigenziale, rispettando le quote minime
  • Un fondo speciale per le imprese di proprietà delle donne

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

CLICCANDO QUI