Bonelli, c’è un deficit sui temi ambientali

Ambiente

“Non capisco le risorse date per il bonus turismo invece che a chi è finito oltre la soglia dl povertà”. Questa è solo una delle critiche che Angelo Bonelli rivolge al governo.

Secondo l’ex parlamentare, sui temi ambientali – e sull’uso delle risorse per il sociale – il governo manca di una visione del futuro. Per questo i Verdi, che non sono stati convocati agli Stati generali, organizzano domani (online) un controvertice: gli “Stati generali della green economy, a cui parteciperanno oltre 50 esperti tra i quali l’economista Carlo Cottarelli e il portavoce dell’Asvis, Enrico Giovannini.

Perché la convocazione?

C’è un deficit drammatico nel dibattito politico e nel modo in cui il governo ha affrontato la questione COVID. Manca una visione del futuro che metta la questione ambientale al centro e la leghi alla creazione di posti di lavoro e alla tutela della salute. Pensiamo solo che In Italia ci sono 75 mila morti da inquinamento all’anno. E il danno economico è di 47 miliardi. Non si affronta tutto questo con misure adeguate.

Quali altre critiche muovete?

Oltre che sul piano Colao, siamo rimasti senza parole davanti al piano “Italia veloce” della Ministra dei Trasporti, De Micheli. Ripropone vecchie politiche che hanno portato al disastro attuale: sempre più autostrade e ampliamento di aeroporti, quando il trasporto aereo si contrae. Pensare di rilanciare così l’economia è sbagliato. Il vero piano choc dovrebbe essere un investimento senza precedenti nel trasporto pubblico, anche per garantire le distanze.

Cos’altro proponete?

Di investire in progetti le risorse del Recovery Fund e del MES al quale siamo assolutamente favorevoli. Questa disputa ideologica non ci piace. I 36 miliardi servono per una rivoluzione nella sanità. Le risorse devono andare a una politica energetica che punti al 100% di rinnovabili entro il 2050. Purtroppo il governo non va in questa direzione. E all’agricoltura, assolutamente dimenticata dal governo. Infine, è fondamentale la conversione ecologica delle auto. Tutte le grandi nazioni europee hanno programmato l’uscita da diesel e benzina tra il 2025 e il 2040. Produrrà effetti benefici sulla filiera produttiva e la lotta al cambiamento climatico.

Cosa manca in Italia?

Una visione di modernizzazione del Paese legata all’innovazione tecnologica. Vedo provvedimenti alla Pantalone. Ad esempio, non capisco il bonus vacanze in un momento di crisi sociale e aumento di povertà. È inaccettabile.

Come agite davanti al risorgere di “freni” europei?

Con i Verdi francesi, tedeschi e spagnoli abbiamo lavorato affinché quelli austriaci al governo con Kurz ponessero la questione politica. Infatti, c’è un po di maretta. L’UE, se vuole continuare a esistere deve essere solidale e sociale. Vanno sconfitte le posizioni “sovraniste” di chi in Italia grida contro l’Europa invece di dire grazie.

 

Gianni Santamaria per Avvenire