Arcelor Mittal, lo scandalo che non fa scandalo

Ilva

I manager indiani sono brutti e cattivi, volevano le quote di acciaio e poi chiudere? In realtà fanno quello che hanno sempre fatto, sono stati i decisori politici italiani ad essere ingenui e a farsi soggiogare, per usare un temine educato, portando così la città di Taranto a non avere bonifiche e giustizia non chiedendo il danno ambientale, a subire un’emergenza sanitaria causata dall’inquinamento che ha aumentato in modo drammatico l’incidenza dei tumori specialmente tra la popolazione infantile e a non tutelare l’occupazione.

L’ex Ilva è il simbolo del fallimento di quella politica italiana che oggi grida allo scandalo quando il vero scandalo non solo è lei stessa ma il dramma tarantino che non fa scandalo. Dal 26 luglio 2012, giorno in cui l’Ilva venne sequestrata, sono passati quasi 8 anni con ben 12 decreti salva-Ilva che hanno sospeso i diritti costituzionali della popolazione tarantina, senza risolvere nulla.

Chi fosse Arcelor Mittal e quali politiche avesse attuato in altri Paesi del mondo era noto, bastava leggere quanto accaduto in Francia e lo scontro avuto con l’allora presidente della Repubblica Francese, François Hollande, che fu costretto a far approvare la legge Florange, città nella quale si trovava l’impianto siderurgico della società francese Arcelor rilevata da Mittal che aveva promesso la difesa dei livelli occupazionali ma venne poi chiusa dagli indiani.

Angelo Bonelli, a commento delle anticipazioni del nuovo piano industriale presentato da Arcelor Mittal