I soldi del Recovery Fund siano spesi per la conversione ecologica

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Prendiamo atto con molta soddisfazione della proposta di Recovery Fund presentata ieri alla Commissione Europea. Si tratta di 750 miliardi che, se si troverà l’accordo per cui noi Verdi italiani e sud-tirolesi, sostenuti dai Verdi tedeschi, francesi, spagnoli, belgi e lussemburghesi, abbiamo lanciato un appello ai Verdi dei Paesi i cui governi sono contrari a queste misure, rappresenteranno l’ossigeno con cui uscire dalla crisi. 750 miliardi, dei quali 172 destinati all’Italia (circa 82 come aiuti e 90 come prestito).

750 miliardi che andranno ad assommarsi ai 540 miliardi delle misure già approvate: MES light, SURE per la cassa integrazione e i fondi BEI. Stiamo parlando di moltissimi soldi. Soldi che, non dimentichiamolo, appartengono ai cittadini europei e che sono frutto del loro lavoro e delle loro tasse. Soldi che il governo italiano dovrà spendere in maniera giusta, equa, solidale, sostenibile. Soldi che non dovranno finire nelle tasche di chi consuma suolo, di chi costruisce opere inutili, di aziende che inquinano, di multinazionali con conti in paradisi fiscali.

Ci aspettiamo che il Governo spenda questi soldi nel modo giusto: da questo momento, la conversione ecologica, la tutela ambientale, l’attenzione ai diritti di tutti e in special modo delle donne, che rappresentano la metà maltrattata di un mondo altrettanto maltrattato, smettano di essere espressioni vuote. Non basteranno alcune centinaia di miliardi di euro per risollevarci da questa crisi se non sapremo cambiare paradigma.

Ci aspettiamo quindi investimenti per un piano di medio e lungo termine per risolvere la questione del dissesto idrogeologico, per la ricostituzione dei nostri ecosistemi, per il trasporto pubblico, le energie rinnovabili, l’agricoltura biologica e di prossimità, gli allevamenti non intensivi, la sanità pubblica, la ricerca, l’università, la scuola, la digitalizzazione. Dovremo sostenere le imprese green, il lavoro femminile, il turismo sostenibile. Solo se prenderemo questa strada, assicureremo un futuro di benessere, di salute, di giustizia sociale e ambientale a noi e ai nostri figli.

Elena Grandi