Senza esenzione, il voto a settembre viola la democrazia

Voto

Riteniamo la data del 13 settembre per il voto amministrativo e regionale una grave forzatura e chi l’ha proposta non si è fatto carico di considerare meccanismi di partecipazione al voto per le Liste elettorali che non comporti la raccolta di firme per nessuna delle liste.

In queste condizioni di emergenza con le limitazioni alla vita sociale che permarranno nei prossimi mesi, la richiesta alle Liste che non abbiano una esenzione, di raccogliere anche solo la metà delle firme previste per poi consegnarle in pieno agosto, rappresenterebbe un vulnus inaccettabile alla partecipazione democratica su basi paritarie per tutti i partiti.

Chi sta decidendo tutto ciò sono quelle forze politiche che hanno l’esenzione e che non si pongono il problema di garantire l’agibilità democratica per quelle forze che dovranno raccoglierle le firme in un mese come agosto con la certezza che non ci sarà nessun autenticatore di firme disponibile a stare nelle piazze nei banchetti.

In nessuna occasione elettorale in tutta la storia repubblicana, si sono mai raccolte firme per presentazione delle liste nei mesi estivi, non si può pensare di cominciare quest’anno nelle condizioni in cui si trova il paese. Non sarebbe né giusto né sano.

Siamo certi che il Governo vorrà intervenire. Non accadesse intraprenderemo tutte le iniziative necessarie a ripristinare un principio di parità di accesso al gioco democratico altrimenti palesemente violato estendendo il diritto di esenzione per la presentazione delle liste.

Angelo Bonelli e Benedetto Della Vedova