Vicenda Capristo, perché il CSM non è intervenuto su Taranto?

Capristo

È  sempre una brutta notizia quando un magistrato viene arrestato, e si è colpevoli solo a sentenza definitiva e pertanto non esprimo giudizi sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto oggi il procuratore capo della Repubblica di Taranto Capristo, ma c’è una questione che riguarda la necessità di garantire trasparenza e chiarezza in una città come quella tarantina che ha subito uno dei più gravi disastri sanitari e ambientali della storia italiana.

Il 7 luglio del 2019 avevo chiesto al Csm di valutare al Consiglio superiore della magistratura l’operato del procuratore della Repubblica di Taranto il dott. Carlo Mario Capristo in relazione ai rapporti con l’avvocato Piero Amara nella vicenda ex-Ilva.

Sia l’avvocato Amara, arrestato nel febbraio 2020 che il procuratore furono coinvolti nell’indagine sul depistaggio dell’indagine Eni, mentre il procuratore di Taranto rimase indagato per abuso d’ufficio.

Nonostante le vicende giudiziarie di Amara fossero pubbliche, coinvolto nello scandalo delle sentenze pilotate del Consiglio di Stato, partecipò a delle riunioni in procura insieme all’ufficio commissariale per analizzare la vicenda del patteggiamento su Ilva. Dopo un anno torno a fare un’altra richiesta ai membri del Csm: perché non siete intervenuti su Taranto?

Angelo Bonelli