Vi spiego perché da attivista LGBT sono diventato Verde

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Per molti anni sono stato un attivista LGBT all’interno di associazioni e organizzazioni, oggi per me ambiente e diritti sono divenuti un binomio indissolubile.

Il 17 maggio 1990 l’OMS rimosse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendola “una variante naturale del comportamento umano”. Da allora, ogni anno, si celebra la “giornata mondiale contro l’omofobia” denominata: Idaho (International Day Against Homophobia).

A molti può sembrare che il movimento per i diritti civili e quello ambientalista siano sconnessi o non comunicanti, in realtà condividono un percorso comune. Entrambi i movimenti agiscono allo scopo di ottenere il cambiamento nella nostra società, seppure da diverse prospettive, intraprendono un percorso simile per raggiungere lo stesso obiettivo: il superamento di quegli ostacoli che perpetuano la disuguaglianza e l’intolleranza.

Difendere il diritto di essere noi stessi e il rispetto dell’identità di genere sono una questione di giustizia sociale: per questo è importante supportare il messaggio di chi si batte per un mondo più accogliente per tutti.

Nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano approvata a Stoccolma nel 1972, all’articolo 1, si afferma: «L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere. Egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni presenti e future».

Ed è esattamente da qui che potremmo iniziare: dal diritto alla libertà e all’uguaglianza, e dal dovere di proteggere l’ambiente in cui viviamo.

Oggi la comunità LGBT ha la possibilità di contribuire alla realizzazione di una società migliore, passando necessariamente attraverso la tutela del bene più prezioso che abbiamo: la Terra.

La devastazione del nostro pianeta incide sui diritti delle persone e sul nostro futuro, col rischio di rendere vane quelle conquiste che nei decenni abbiamo ottenuto.

Non dimentichiamo poi che la natura è un soggetto titolare di diritti, esattamente come noi lo siamo. Chi nega il cambiamento climatico spesso mette in discussione anche i diritti delle persone LGBT+, la parità di genere e la dignità di chi vive una diversa condizione.

Da qui l’urgenza di un movimento LGBT sempre più a fianco di chi si batte per la tutela dell’ambiente, la sostenibilità e la resilienza.

Per questo ho deciso di proseguire il mio impegno civile all’interno del movimento Green.

Mattia Stella