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UN MASSICCIO PIANO DI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

L’epidemia di COVID-19 ha avuto un impatto sulle nostre già fragili economie europee come mai prima d’ora in tempo di pace. Governi ed enti pubblici, compresa l’Unione Europea, sono stati chiamati a salvare l’economia dalla peggiore crisi a memoria d’uomo e svolgeranno un ruolo cruciale nel rilanciare le nostre economie. Va riconosciuto che la capacità di investimento dei Paesi membri dell’UE differisce ampiamente. Ed è necessario affrontare gli squilibri regionali anche all’interno degli stessi Stati membri e migliorare la capacità delle regioni più povere di riprendersi e proteggersi dagli shock futuri.

Per questo motivo, abbiamo bisogno di un piano di investimenti sostenibili massiccio e senza precedenti, che mobiliti fino a 5.000 miliardi di euro nei prossimi 12 anni così da aprire la strada a una ripresa economica a lungo termine, socialmente e ambientalmente rispettosa, ricca di posti di lavoro, inclusiva e sensibile al genere.

Oltre all’uso attivo della potenza di fuoco della BCE, i cui solidi contributi sono finora benvenuti, questo massiccio piano di investimenti sostenibili mobiliterà tutti gli strumenti fiscali (con il bilancio dell’UE come strumento chiave ma anche i bilanci nazionali, regionali e locali) e finanziari (principalmente il BEI) di cui disponiamo, al fine di finanziare, a breve termine, un pacchetto di incentivi che abbia al centro il Green Deal per recuperare la crisi economica. A lungo termine, puntiamo su investimenti e riforme normative per trasformare le nostre economie e renderle veramente resilienti, dimostrando solidarietà con i Paesi terzi, e in linea con l’economia della cura. Alcuni settori economici, come il turismo, sono gravemente colpiti dall’epidemia: i sostegni alle regioni colpite deve essere impiegato per limitare l’impatto sociale della crisi e, allo stesso tempo, per dar vita a un futuro più sostenibile.

Considerando l’impatto economico sproporzionato della crisi COVID-19 sulle donne, tutte le decisioni di investimento dell’UE devono essere sottoposte a una valutazione dell’impatto di genere. Al fine di garantire l’uguaglianza di genere, le decisioni di investimento dovranno essere sottoposte a un dettagliato processo di preparazione e analisi dei bilanci da una prospettiva di genere.

COME FINANZIARE QUESTO PIANO DI INVESTIMENTI

Il costo del massiccio piano di investimenti sostenibili dovrebbe essere sostenuto congiuntamente da tutti i membri dell’UE in base alla loro forza economica e, nell’economia privata, da coloro che hanno beneficiato del modello economico sleale pre-crisi. In particolare, coloro che hanno tratto beneficio dall’evasione fiscale, dall’elusione fiscale o dalla corruzione dovrebbero sostenere molto di più il costo della ripresa rispetto a chi ha sempre contribuito al funzionamento della società. Il finanziamento del piano di investimenti sarà fondamentale per garantire solidarietà tra i cittadini dell’UE, tra gli Stati membri ma anche tra UE e Paesi terzi.

Questo piano deve essere finanziato da un mix di Eurobond (per un importo di almeno 1.000 miliardi di euro) e nuove entrate dell’UE provenienti da nuove imposte ambientali (come il meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio, pesticidi, plastica e imposta sul cherosene) o contributi dalle multinazionali, in particolare del settore digitale, e dal settore finanziario (come una tassa sulle transazioni finanziarie).

VERSO UN NUOVO QUADRO MACROECONOMICO, FISCALE E REGOLAMENTARE

Il finanziamento del nostro piano di investimenti non sarà sufficiente per superare questa crisi e prevenire la prossima. Non vogliamo un’altra forma di “aiuti di Stato” indiscriminati come quelli spesso utilizzato per salvare imprese, aziende e settori economici e bancari, con modelli di business insostenibili dal punto di vista ambientale, sociale o semplicemente economico.
Preservare lo stesso quadro macroeconomico, fiscale e regolamentare, sovvenzionare gli stessi settori economici dannosi o perpetuare lo stesso modo di produrre, consumare, trasportare o commerciare che ha reso le nostre economie tanto fragili, porterebbe solo agli stessi tipi di disastri nel futuro. Se “follia significa fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi”, bisogna cambiare il nostro modello economico.

Dobbiamo muoverci verso un nuovo quadro macroeconomico, fiscale e regolamentare che assicuri un sistema economico solido e resistente, adatto ai confini del nostro pianeta, e che assicuri inclusività e non discriminazione, all’interno e all’esterno dell’UE, riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali. Inoltre, i servizi pubblici resilienti, in particolare i sistemi sanitari e il settore sanitario, che hanno dimostrato il loro valore aggiunto nel prevenire il peggioramento della crisi e che dispongono di limitate riserve finanziarie, dovranno essere finanziati in modo più adeguato. L’economia della cura dovrebbe essere un pilastro dell’economia post-crisi e il valore creato in questo settore deve essere preso in considerazione nel calcolo del PIL.

Investire in economia circolare e ricerca, in sviluppo e innovazione sarà cruciale per orientarsi verso un’economia più resiliente e potrebbe essere il primo passo verso una politica industriale uniforme a livello dell’UE. Le PMI, comprese le start-up, sono gravemente colpite dalla crisi e dovranno pertanto essere sostenute finanziariamente per evitare layout imponenti e senza precedenti. La rilocalizzazione, in alcuni settori, come le produzioni alimentari, sanitarie e farmaceutiche, dovrebbe essere sostenuta per essere meno dipendente dalle catene di approvvigionamento globali. Il sostegno finanziario dovrebbe essere elargito con lo scopo di mantenere a galla le imprese, specialmente nei settori più colpiti, e per promuovere una produzione più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.