Un’Europa resiliente: costruire la ripresa per tutti

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Oggi più che mai, le persone in Europa e ovunque nel mondo comprendono che con la solidarietà e la cooperazione possiamo superare la crisi da COVID-19 e avviare una ripresa che coinvolga tutti. Insieme, possiamo creare un altro futuro europeo e globale, più resiliente dal punto di vista sociale, economico e ambientale.

La domanda per tutti noi è: in quale mondo vogliamo tornare?

Con il nostro piano, chiediamo a ciascuno di noi di unirsi per sfruttare l’incredibile ricchezza collettiva di risorse materiali e intellettuali delle persone in Europa, per trasformare la ripresa da questa crisi senza precedenti nella più ambiziosa trasformazione sociale, economica e ambientale che il mondo abbia mai visto.

Affinché ciò si realizzi, dobbiamo agire ora per avviare una ripresa sostenibile che assicuri che i nostri sistemi sanitari possano continuare a far fronte a catastrofi di questo tipo e che l’Europa sia all’avanguardia nell’affrontarle con prontezza e nel prevenirle. Nessuno sforzo dovrebbe essere risparmiato nel mettere al primo posto i pazienti e i lavoratori in prima linea e per garantire che trattamenti e vaccini siano disponibili e alla portata di tutti.

Qualsiasi piano di ripresa deve mettere al centro le persone comuni e il futuro del nostro pianeta.

È ora necessario un cambiamento fondamentale nel funzionamento della nostra economia. Questo non è il momento di premiare le grandi aziende e i loro azionisti per aver perseguito le pratiche dannose del passato. Invece, coloro che ricevono un sostegno finanziario pubblico devono impegnarsi ad allineare le loro attività economiche all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. Gli stipendi degli amministratori delegati dovrebbero essere limitati e non dovrebbero essere consentiti dividendi, bonus o riacquisto di azioni per almeno i prossimi 2 anni. I salvataggi pubblici dovrebbero essere esclusi anche per quelle società che evitano di pagare le tasse attraverso il dumping fiscale o che hanno filiali in paradisi fiscali.

Per forgiare un nuovo futuro resiliente, abbiamo bisogno di un’economia al servizio di tutti e più in armonia con il nostro fragile pianeta. Il Green Deal deve essere il baluardo e il centro della nostra strategia di ripresa, per creare posti di lavoro di qualità e affinché la nostra economia sia fatta per servire una società più giusta e più sostenibile. Sarebbe un tragico fallimento non cogliere l’attimo per agire in modo deciso e collettivo per costruire l’Unione europea più verde, resistente, più equa, di genere, più stabile e inclusiva di cui abbiamo bisogno.

Chiediamo un massiccio piano di investimenti sostenibili, mobilitando 5 trilioni di euro nei prossimi 12 anni. Proponiamo cambiamenti fondamentali nel mercato del lavoro, tra cui il divieto di contratti a zero ore, la fine della povertà lavorativa e schemi di sostegno sociale universale. Un Care Deal (Accordo per la Salute) per l’Europa può concentrare le nostre energie sull’assistenza, sui servizi sociali e di istruzione, aprire a una revisione delle nostre regole di conciliazione vita-lavoro, dell’offerta di alloggi e di protezione delle persone più vulnerabili.

Questa crisi trova la sua origine più profonda nella nostra relazione interrotta con il mondo naturale.

La deforestazione, il traffico di specie selvatiche e l’invasione umana degli habitat naturali sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono alla diffusione di nuovi virus zoonotici come il Covid-19. Il degrado ambientale, in particolare l’inquinamento atmosferico, ha ulteriormente aggravato la nostra capacità di recupero. Dobbiamo impegnarci a proteggere e costruire un mondo naturale abbondante e sano, che a sua volta possa proteggerci. Come parte del pacchetto di ripresa, il Green Deal deve dare il via alla trasformazione della nostra economia per garantire che tutti i settori siano avviati verso la neutralità climatica. Ripristinare la biodiversità globale e porre fine all’inquinamento deve diventare una priorità dell’UE. Proponiamo una nuova relazione con il modo in cui produciamo e consumiamo cibo, costruiamo e rinnoviamo edifici, alimentiamo le nostre case, viaggiamo e trasportiamo merci. Per la nostra sopravvivenza collettiva e quella del nostro pianeta, questi cambiamenti non sono più lussi, ma necessità.

Infine, in patria e all’estero, le democrazie e i diritti umani sono minacciati.

L’UE deve contrastare attivamente l’ondata autocratica globale e le misure che limitano le libertà civili. La rivoluzione digitale deve essere incanalata per il bene pubblico e non deve lasciare indietro nessuno.

Usciremo da questa crisi più forti e più saggi insieme.
Un futuro migliore è possibile.
Ora è il momento di coglierlo.