Se andrà tutto bene, dopo il coronavirus, dipenderà da noi

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Il coronavirus cambierà ciascuno di noi

In questi giorni ho potuto riflettere sulla situazione difficile che stiamo affrontando. Tra i pochi aspetti positivi di questi giorni, c’è sicuramente quello di avere tempo per pensare.
Il timore per la propria salute e per quella dei propri cari è grande, ma sono comunque arrivato a un punto: il CORONAVIRUS sta cambiando qualcosa nella testa delle persone e questo cambiamento ha comunque un suo lato positivo.

Un lumicino in fondo al tunnel

Certo, il prezzo che stiamo pagando è altissimo! Mi riferisco alle vite che sta mietendo questa pandemia, agli enormi sforzi che stanno compiendo gli operatori del nostro sistema sanitario, alle conseguenze economiche che si avranno nel momento in cui, speriamo il prima possibile, questa situazione si risolverà.

Quando però parlo di un aspetto positivo che sta cambiando nella testa delle persone, mi riferisco, invece, a un risveglio di solidarietà, di spirito collaborativo, di altruismo, di rispetto per la propria vita e per quella degli altri. Sentimenti che sembra siano troppe volte dimenticati.

Il valore della scienza

Abbiamo avuto la prova concreta di quanto sia fondamentale la ricerca scientifica.
Anche i più scettici hanno riconquistato fiducia nella medicina ufficiale: è innegabile e non posso che esserne contento.

L’inquinamento da attività antropiche

La rilevazione dei satelliti della Nasa ci ha dato la prova tangibile di come la spasmodica attività produttiva umana sia la principale causa degli alti livelli di inquinamento in molte regioni del Pianeta.
Abbiamo compreso quanto il forte inquinamento ambientale, oltre a essere causa dei cambiamenti climatici, rende più vulnerabili le persone, esponendole a molte patologie.

La sanità pubblica: nostra ancora di salvezza

Sopra ogni cosa, è stato dimostrato quanto la sanità pubblica sia fondamentale per rispondere a queste emergenze in favore di tutte le classi sociali, nessuna esclusa.
E spero che tutti siano finalmente persuasi che reinvestire risorse nel nostro servizio sanitario sia uno dei primi passi da compiere per il futuro del nostro Paese e del nostro Pianeta.
Credo anche che sia palese – o almeno lo è ai miei occhi – quanto alcune scelte “di mercato” come quella di rendere la facoltà di Medicina a numero chiuso non abbiano portato alcun vantaggio.

La riscoperta del tempo e del vivere civile

Ma la paura del contagio da coronavirus ha prodotto anche altro, cose che potrebbero sembrare semplici o banali, come insegnarci a rispettare una fila.
Ha perfino influito sulla nostra quotidianità, “riconsegnandoci il tempo”: quello, per esempio, da spendere con la propria famiglia e da dedicare ai nostri figli; quello da destinare al “gioco”, necessario per crescere, con il corpo e con la mente, a ogni età.
Ci ha ridato quel tempo, che spesso non abbiamo, da dedicare a noi stessi e ai nostri pensieri.
Ci sta, non sottovalutiamolo, positivamente riabituando alla noia.

Ma quale sarà la vera sfida quando questo momento critico sarà finalmente superato?

Riusciremo a conservare memoria di tutto ciò?
Modificheremo le nostre azioni con scelte politiche giuste e diverse da quelle perpetrate sino a oggi?
Avremo nella lotta contro l’inquinamento, che miete ogni anno più di 80.000 vittime solo nel nostro Paese, la stessa determinazione che stiamo dimostrando in questo tragico momento?
Sapremo opporci a scelte governative che invece di investire sull’economia della “vita”, come i posti letto di terapia intensiva, decidono di finanziare l’industria della “morte” acquistando decine di cacciabombardieri americani F35.
Saremo capaci di impegnarci per ristabilire una vera equità sociale e ottenere azioni istituzionali rivolte a un risanamento ambientale che ormai non è più rinviabile?

Io sono sempre più deciso a impegnarmi, sia a livello personale che politico, in questa sfida decisiva.
Spero, dopo questa presa di coscienza collettiva, che molti di voi saranno al mio fianco.

Nando Bonessio