Italia “zona protetta”, le nuove regole

zona protetta

In un momento in cui l’unica cosa importante è mantenere la calma, ecco una prima guida utile per fare chiarezza sul significato della dicitura “zona protetta” introdotta dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che estende a tutto il territorio nazionale le disposizioni già in vigore nella ex zona rossa.

Vi ricordiamo che, ogni modifica o nuova interpretazione, per essere meritevole di considerazione deve provenire SOLO ED ESCLUSIVAMENTE da fonti istituzionali e certe, come i siti web del Governo, dei Ministeri (Salute e Interno) e delle Autorità Sanitarie.

Non bisogna dare credito al passaparola, tanto nella vita reale quanto in quella virtuale. 

Per quanto riguarda l’informazione giornalistica, prediligete l’ANSA e le testate giornalistiche nazionali di sicura e riscontrata professionalità e competenza.

#iorestoacasa, tutta l’Italia è “zona protetta”

Bisogna “evitare ogni spostamento” ed “è vietata ogni forma di assembramento” anche all’aperto. Con queste due norme l’Italia, dal 10 marzo al 3 aprile 2020, diventa “zona protetta”: lo “stare a casa” è imperativo per tutto il territorio nazionale.

Stop agli svaghi ma alimentari e farmacie non si fermano

Sospese tutte le manifestazioni e gli eventi: fermi i cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici. Nel weekend si fermano anche i centri commerciali. Garantita, però, l’apertura di negozi di alimentari e farmacie: si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e i ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18, con obbligo di garantire la distanza di almeno un metro, pena la sospensione dell’attività. La regola della distanza vale per tutti i negozi che possono stare aperti.

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Lavoro e necessità

I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute”. Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. È possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta può autocertificare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto.

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Stop agli assembramenti

Basta feste e raduni, sono vietati ovunque assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Febbre e quarantena

A chi abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5°C, è “fortemente raccomandato” di restare a casa e contattare il proprio medico. Il divieto di muoversi è “assoluto” per chi sia stato messo in quarantena o sia risultato positivo al virus.

Si ferma il campionato ma non le competizioni internazionali

Si fermano tutti gli sport, incluso il campionato di calcio, ma possono tenersi a porte chiuse competizioni internazionali. Gli atleti professionisti e olimpici possono allenarsi.

Palestre chiuse ma parchi aperti. Con responsabilità

Sono chiuse le palestre, ma si può stare all’aria aperta rispettando la distanza di un metro. Chiuse piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali e ricreativi. Piste da sci chiuse in tutta Italia.

Ferie e congedi

Si “raccomanda” ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione di ferie e congedi. Sono invece sospesi i congedi dei medici. È applicabile il lavoro agile anche in assenza di accordi aziendali.

Scuole chiuse, esami per la patente rinviati

Scuole e università restano chiuse fino al 3 aprile. Stop a tutti i concorsi, tranne quelli per titoli o per via telematica, si fermano anche gli esami per la patente. Unica eccezione i concorsi per i medici.

Le chiese ai tempi della “zona protetta”

I luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali.