Strategia digitale, uno stimolo per l’innovazione e l’antidiscriminazione

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Nel corso della settimana che giunge al termine, la Commissione europea ha presentato la sua strategia digitale – Un’Europa adatta all’era digitale – e per la prima volta ha presentato una strategia sull’intelligenza artificiale e contro la discriminazione.

Kim Van Sparrentak, eurodeputata, membro del gruppo Greens/EFA della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, commenta la strategia digitale:

Come Europa, abbiamo il compito di fermare il turbo-capitalismo tecnologico, questa strategia digitale è un passo nella giusta direzione. Facendo una distinzione tra applicazioni a basso e alto rischio dell’IA, possiamo guidare l’innovazione nell’UE. La strategia digitale significa che l’IA a rischi limitati per la sicurezza e la discriminazione può essere utilizzata per il bene pubblico: protezione del clima, sostenibilità, medicina o transizione industriale verde.

La Commissione europea sta stabilendo nuovi standard in materia di protezione contro la discriminazione, vagliando le applicazioni ad alto rischio per escludere disparità sulla base del colore della pelle e del genere quando vengono concessi prestiti, selezionati candidati o sottoscritta un’assicurazione. Tuttavia, la supervisione di queste nuove applicazioni da parte delle autorità nazionali presenteranno alcune problematiche, perché solo a livello europeo la vigilanza sarebbe sufficientemente adeguata per gestire i fornitori globali.

 

Marcel Kolaja, deputato al Partito Pirata e coordinatore del gruppo Greens/EFA nella Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, commenta:

L’UE dovrebbe fornire un sostegno mirato alle società IT europee e garantire la sovranità tecnologica incentivando modelli commerciali aperti, decentralizzati e rispettosi della privacy. Gli utenti di Facebook, ad esempio, dovrebbero essere abilitati a cambiare fornitore mantenendo i contatti esistenti.

La Commissione europea dovrebbe introdurre con urgenza una moratoria sulla sorveglianza di massa attraverso il riconoscimento facciale e il controllo comportamentale invece di spianare la strada a essa. In una società libera, non possiamo tollerare una sorveglianza costante, false segnalazioni di massa e discriminazioni sistematiche.