Basta inseguire le destre, tuteliamo il settore della canapa

Canapa

La stretta sulla droga annunciata dal ministro Lamorgese, di concerto col Ministro Bonafede, si profila come una cura più dannosa del presunto male che vorrebbe curare. Applicare automaticamente la preventiva custodia cautelare in carcere, per i fatti di lieve entità in materia di stupefacenti, non farebbe altro che intasare ancor di più i tribunali, colpendo dolosamente e con forza il sistema della giustizia in una maniera così veemente che ne sconterebbe le gravi conseguenze anche chi delinquente non è, come chi è attualmente impiegato nel settore della canapa.

La norma agevolerebbe maggiormente l’arresto dei giovanissimi italiani che tutti i giorni vengono sfruttati dalle mafie, senza colpire direttamente le stesse organizzazioni criminali, e favorirebbe il sovrappopolamento delle carceri.

Un altro aspetto che non è stato considerato è l’impatto che avrebbe questa norma sul settore italiano della canapa poiché, a oggi, a causa di un vuoto normativo, migliaia di coltivatori e negozianti già vengono indagati illegittimamente per presunzione di commercio a fini di spaccio e questa norma permetterebbe addirittura il loro arresto preventivo.

Il nostro invito ai Ministri è di non compiere lo stesso grave errore già accaduto con la legge Fini-Giovanardi, poi ritenuta incostituzionale,e che portò, per anni, a migliaia di ingiuste carcerazioni.

Francesco Alemanni, Filiberto Zaratti, Luca Fiorentino