Il deragliamento di Lodi faccia riflettere sulla gestione della rete ferroviaria

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Dopo le espressioni di cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti del deragliamento avvenuto in provincia di Lodi, appare necessario riflettere sulla gestione della rete ferroviaria nel nostro Paese.

Da lungo tempo, i pendolari di tutta la Penisola denunciano una situazione al limite della sopportabilità, con ritardi giornalieri e cancellazioni dovuti a guasti alle linee o ai treni. Oggi, il deragliamento del Frecciarossa Milano-Salerno ci pone di fronte a un’angosciosa evidenza: spostarsi in treno, in Italia, è rischioso e neanche l’alta velocità esce incolume da una gestione che fa acqua da tutte le parti.

Solo in questo ultimo anno abbiamo assistito a blocchi della circolazione a causa di incendi alle centraline e guasti. Nel 2018, i treni ad alta velocità hanno accumulato 18 mila ore di ritardo, 4.460 già in partenza, 13.687 a destinazione. All’arrivo il peggioramento è del 50,5% rispetto al 2017, con 821.200 minuti, +2,5 volte quelli del 2014.

Nel 2019, gli orari sono stati cambiati, con un aumento dei tempi di percorrenza da +15 minuti sulla tratta Roma-Milano a +30 minuti sulla Bolzano-Roma, idem per la Roma-Torino.

Viste tali premesse, ci chiediamo dove sia e cosa stia facendo l’Autorità di regolazione dei trasporti e perché i vertici di Trenitalia non si siano ancora dimessi, lasciando ad altri la possibilità di dare avvio a una nuova stagione della mobilità italiana che garantisca a chi si sposta sicurezza ed efficienza.

Angelo Bonelli