Da rifiuti a risorse: da ECOlogica 11 proposte per l’economia circolare

ECOlogica

Manifesto

Undici proposte per rimuovere gli ostacoli alla trasformazione dei rifiuti in risorse

Questo manifesto raccoglie, in modo sintetico, le principali proposte emerse nel corso del colloquio dedicato all’elaborazione di politiche per prevenire e sanzionare gli ecoreati legati al trattamento dei rifiuti, per ridurre i rifiuti e per aumentare il recupero della materia in un’ottica di economia circolare.

Il colloquio si è tenuto il 30 novembre 2019 alla Fondazione Feltrinelli nell’ambito di EcoLogica, una due giorni di approfondimento e confronto sui grandi temi della politica, della società e dell’economia al tempo della crisi climatica, organizzata da Europa Verde.

Prevenzione degli ecoreati legati allo smaltimento dei rifiuti

1. Creazione di un registro delle società che operano nel settore, società che devono rispondere a criteri di “affidabilità di impresa”, per poter verificare con anticipo non solo la rispondenza ai requisiti formali, ma anche le qualifiche tecniche e le capacità operative (assetto proprietario, struttura organizzativa, qualifica impresa). La creazione e gestione del registro potrebbe essere affidata ad ANAC su scala nazionale.

2. Controllo del territorio attraverso il rafforzamento dei Nuclei Ecologia della Polizia Locale; l’uso di strumenti avanzati di analisi del territorio sulla base di banche dati georeferenziate; il monitoraggio civico. Nel caso di Milano, il rafforzamento del Nucleo Ecologia della Polizia Locale può essere realizzato integrando gli 80 ex-agenti della Polizia Provinciale, altamente qualificati nell’ambito della legislazione ambientale. L’azione di controllo sul territorio può essere resa ancora più efficace dall’uso degli strumenti di analisi forniti dalla piattaforma informatica GisWeb incrociati con dati estratti dalle banche dati delle utenze a consumo nullo per permettere l’individuazione di capannoni vuoti e/o abbandonati che possono costituire depositi abusivi di rifiuti. A completare il dispositivo di prevenzione e controllo, si aggiunge il monitoraggio civico, e cioè la vigilanza e il controllo del territorio da parte di gruppi di cittadini, secondo modalità concordate con le pubbliche amministrazioni.

3. Inasprimento delle pene attraverso l’aumento delle sanzioni economiche e delle confische, intervento in modo deciso su corruzione ed evasione fiscale e introduzione di un principio di corresponsabilità degli imprenditori che utilizzano smaltitori truffaldini. Allo stesso tempo, creazione di incentivi per rendere più vantaggioso lo smaltimento corretto.

4. Per quanto riguarda i Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE), controllo dell’effettiva applicazione dei programmi di ritiro apparecchi da parte di produttori e distributori; dello smaltimento degli apparecchi raccolti attraverso filiere certificate; verifica del funzionamento degli apparecchi esportati come di seconda mano al fine di porre fine all’esportazione illecita.

Riduzione della produzione di rifiuti totale e pro capite

In Europa circa il 90% delle materie prime si perde dopo il primo utilizzo (European Environmental Bureau (EEB, 2019)

1. Definizione di normative che traducano la corresponsabilità dei produttori e dei distributori nella gestione del flusso di rifiuti monouso in misure concrete come il ritiro di bottiglie, lattine e altri contenitori secondo il modello del vuoto a rendere; l’aumento dell’offerta di prodotti sfusi; raccolta di imballaggi sul luogo d’acquisto.

2. Incentivi, ad esempio attraverso aliquota IVA ribassata, per le attività che riducono l’uso di risorse primarie e favoriscono il riuso, la riparazione e l’acquisto di prodotti di seconda mano.

3. Per incentivare chi differenzia correttamente i materiali riciclabili e riduce al minimo i rifiuti non riciclabili, introduzione di una tariffa puntuale, passando così da un sistema di calcolo della tariffa rifiuti basato sulla dimensione degli immobili e sul numero di persone che vi risiedono, a un sistema equo che premia i comportamenti virtuosi, in applicazione del D.M. TARIP del 20 aprile 2017, e come già avviene in 341 comuni italiani (ISPRA, 2018).

4. Creazione di normative per limitare le tipologie di polimeri utilizzati per la produzione di imballaggi, a oggi più di 48 polimeri, unicamente a polimeri per cui esistono impianti di trattamento, al fine di ridurre il volume di rifiuti plastici che non possono essere riciclati, e finiscono in termovalorizzatore o in discarica.

Rimozione degli ostacoli alla circolarità

1. Procedure più snelle, nel rispetto delle norme, per le autorizzazioni end of waste, autorizzazioni che consentono ai materiali ottenuti da un processo di trattamento e dal recupero di perdere la qualifica di rifiuto e di essere immessi nuovamente nel processo produttivo.

2. Sostegno alla diffusione degli Appalti verdi, all’informazione e formazione del personale che all’interno della pubblica amministrazione si occupa di acquisti di beni e servizi e della redazione dei bandi, accompagnati da maggiori controlli sui bandi stessi affinché contengano i Criteri ambientali minimi (Cam).

3. Sostegno alla messa in rete di aziende locali per costituire distretti circolari, dove gli scarti sono materiali per altre aziende vicine, sul modello del distretto di Kalundborg, in Danimarca. Questioni aperte Disegnare una roadmap che fissi le tappe della transizione dalla situazione attuale alla chiusura del ciclo della materia, con livelli di scarto minimi. In questa transizione dobbiamo capire il ruolo degli impianti di discarica e termovalorizzazione.

Anna Melone e Francesco Cara 

 ECOlogica Milano