Il Carosello sulle Dolomiti è una follia

Dolomiti

La previsione fatta dal presidente della regione Veneto Luca Zaia di finanziamenti milionari a favore di collegamenti sciistici tra i diversi comprensori delle Dolomiti per realizzare un “grande carosello”, ovvero una specie di ragnatela di piste da sci impianti di risalita e impianti idrici di innevamento artificiale tutto attorno ai più bei gruppi dolomitici, può essere definita solamente una follia. Si tratta di un iper-sfruttamento delle risorse ambientali e paesaggistiche della caratteristica fascia 1600 – 2000 m che ne determinerà la banalizzazione e l’impoverimento.

È una follia per l’enormità di soldi pubblici impiegati in un’opera di distruzione del paesaggio, di deturpazione dell’ambiente e di oltraggio a memorie storiche in un momento che richiederebbe invece una profonda riflessione per i cambiamenti climatici  in atto che stanno determinando un aumento delle temperature invernali, incertezza e riduzione della neve naturale, necessità di sempre più costosi e impattanti sistemi di innevamento artificiale. I nuovi investimenti pubblici nel settore vanno valutati alla luce di un preciso e documentato Rapporto sul clima della montagna veneta quale allegato fondamentale del Piano neve e siano subordinati anche a precise garanzie costi/benefici oltre che di rispetto dei vincoli ambientali.

Vogliamo che il nuovo Piano neve si apra sempre di più e dia impulso a nuove forme più sostenibili di turismo invernale evitando di banalizzare la montagna invernale, in particolare dolomitica, con ulteriori collegamenti sciistici intervallivi.
Il presidente Zaia sta già tradendo la solenne promessa, fatta in particolare ai giovani, dei giochi invernali più sostenibili di sempre e fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future. Dov’è la sostenibilità e dov’è il cambiamento per le generazioni future? Il cambiamento non sta di certo nel favorire speculazioni nel settore del turismo invernale con il pretesto di frenare lo spopolamento della montagna.

Il futuro della nostra montagna sta nel rispetto di un giusto equilibrio tra impianti e piste per lo sci e tutela di ambiente e paesaggio, sta nella sua sicurezza idrogeologica e viabilistica, sta nel sostegno e nello sviluppo delle sue potenzialità agricole e forestali, sta nelle opportunità da cogliere subito in tema di servizi innovativi alla popolazione, di mobilità elettrica e collettiva, di edilizia in legno, di comunità energetiche.

Sì alle Dolomiti patrimonio dell’UNESCO, no a Dolomiti montagne russe!

Europa Verde – Verdi Veneto