Sul TAP solo distorsioni politiche: lo provano i rinvii a giudizio

TAP

I rinvii a giudizio per espianto di ulivi, inquinamento della falda acquifera, abusi edilizi e danneggiamento nella zona di Melendugno, in Salento, sono la prova evidente della distorsione della realtà operata anche dalle più alte sfere delle istituzioni italiane sulla questione del TAP. Hanno scelto come approdo del gasdotto una delle più belle spiagge d’Italia, incuranti dei vincoli paesaggistici e idrogeologici a cui l’area è sottoposta. Ci hanno detto di non poter far altro che espiantare alberi in zone agricole dichiarate di ‘notevole interesse pubblico’. Illegittime le autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie rilasciate dai vecchi ministeri, soltanto in parte oggi presieduti da differenti personalità politiche.

La XVIII Legislatura sarà ricordata come la Legislatura dell’ipocrisia, che da un lato avalla i provvedimenti più beceri sull’ambiente e dall’altro lusinga le piazze di giovani con dichiarazioni roboanti su un Green New Deal mai pervenuto.

In una regione meravigliosa eppure martoriata dall’inquinamento come la Puglia è assurdo dover aspettare l’intervento del potere giudiziario a tutela del benessere e della salute di cittadini e ambiente. Come Verdi ed Europa Verde, non saremo silenziosi: oltre al tema della legalità, c’è un’emergenza ambientale che non può più essere trascurata. Continueremo nelle nostre denunce, promettiamo battaglia per liberare l’Italia dalle energie fossili.

Elena Grandi