Conte, Emergenza Climatica ignorata: anno nuovo, vecchia politica

Conte

L’intervento di questa mattina del Presidente del Consiglio, nella conferenza stampa di fine anno, ci ha mostrato chiaramente quanto il ‘Conte 2’ sia in perfetta linea con il ‘Conte 1’, in stretta continuità programmatica. Nel discorso di apertura della conferenza, in cui ha sintetizzato i punti su cui la squadra di Governo lavorerà nel prossimo anno, nessun accenno è stato fatto in merito all’Emergenza Climatica e alla questione ambientale

Solo pochi mesi fa, il ‘Conte 2’ dedicava largo spazio a un fantomatico ‘Green New Deal‘ nel suo discorso di insediamento, si faceva fotografare accanto agli attivisti dei Fridays For Future, ma non agiva in nessun modo nella direzione promessa. A conferma di questo, oggi la questione climatica è stata completamente rimossa dal programma. Dopo mesi di ipocrisie, in cui la lotta al cambiamento climatico si è trasformata in vuota propaganda, Conte conferma una volta di più le nostre denunce, in merito a un’azione di governo che con la mano destra prometteva una cosa ma con la sinistra approvava un Piano Energia Clima che non rispetta gli accordi ONU di Parigi su rinnovabili e riduzione CO2, aumentava le emissioni dei gas clima alteranti come riportato da Ispra, autorizzava gli spargimenti di fanghi tossici sui suoli agricoli e concedeva le deroghe sui vincoli ambientali  per cementificare le ultime aree agricole, come previsto dal decreto crescita del governo Conte 1. Mentre in Germania, nei prossimi 10 anni, il settore trasporti potrà contare su 85 miliardi di euro in Italia ancor nessun accenno di investimento viene fatto in questa direzione.

Alla fine il Presidente del Consiglio, solo alla decima domanda di un giornalista, accenna al suo presunto impegno sul clima, ma omette di dire che il governo italiano non fa parte di quei 73 paesi del mondo che hanno definito impegni precisi e si accingono a rafforzare gli obiettivi sul clima prevista dall’accordo di Parigi del 2015. Purtroppo dobbiamo constatare che andiamo verso il nuovo anno ma quella di Conte è ancora la vecchia politica ipocrita, che si contraddice continuamente. La stessa che mentre con una mano chiede il taglio dei parlamentari, con l’altra aumenta il numero dei ministri.

Elena Grandi, Angelo Bonelli