Piano choc su dissesto idrogeologico. Ma manca carta geologica

piano choc su dissesto idrogeologico

C’è chi parla di un piano choc sul dissesto idrogeologico, come Italia Viva, prevedendo decine e decine di miliardi di euro. Ma che credibilità ha questa politica che deroga ai vincoli ambientali consentendo di costruire anche in prossimità dei fiumi o in aree di esondazione? Che non è in grado di spendere i fondi a disposizione – solo il 10% delle risorse sul dissesto idrogeologico è stato effettivamente utilizzato – e che non riesce a completare una carta geologica?

L’Italia frana e si allaga eppure ancora non abbiamo una carta geologica completa. Per comprendere la follia italiana, è necessario ricordare che l’ultima carta fu finanziata da Quintino Sella nel 1861.

Per terminare la carta, il cui lavoro è bloccato da oltre 15 anni al 56%, ovvero 652 fogli da informatizzare,  servirebbero 200 milioni di euro e abbiamo tante regioni che ancora oggi sono senza carta geologica.

Noi continueremo a ripeterlo fin quando non assisteremo a una concreta inversione di tendenza: questo non è maltempo ma mala politica che ha aggredito il territorio riempiendo di cemento ogni angolo del nostro Paese, comprese le aree di esondazione dei fiumi, i limiti di inedificabilità dai corsi d’acqua e modificato i vincoli paesaggistici e ambientali per costruire di tutto in nome di un falso progresso.

Parlare oggi di piano choc sul dissesto idrogeologico rende questa classe politica ancora più ipocrita: va rottamata in nome e a tutela dell’ambiente e del futuro.

Angelo Bonelli

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