Il fallimento della COP25 è anche il fallimento della politica italiana

COP25

Dopo il fallimento della conferenza sul clima di Madrid, che noi Verdi abbiamo definito criminale, c’è un fatto sconcertante, che non fa notizia, ed è il silenzio della politica italiana a partire dal Governo e dai maggiori partiti che sostengono la maggioranza.

Non una parola, non un comunicato – che non si nega mai, in nessuna circostanza – da parte dei maggiori leader di partito sul drammatico fallimento della COP25. Per loro, l’emergenza climatica non è una priorità se non per costruire un marketing politico o greenwashing quando molti partiti italiani hanno invece una grande responsabilità nella grave situazione ambientale del nostro Paese.

Il Governo italiano non fa parte di quei 73 Paesi del mondo che hanno definito impegni precisi e si accingono a rafforzare gli obiettivi sul clima previsti dall’accordo di Parigi del 2015. Il fallimento di Madrid è anche del Governo italiano.

Il ministro Costa è arrivato alla conferenza ONU con un piano energia e clima che non rispetta gli accordi ONU sia per quanto riguarda le riduzioni delle emissioni di CO2, sia per gli obiettivi delle energie rinnovabili.

Lo stesso Governo italiano non ha previsto, a differenza della Banca Europea degli Investimenti, di eliminare i sussidi statali alle fonti fossili – una cifra che si aggira sui 18 miliardi di euro l’anno – però prevede nell’attuale legge di bilancio un’inutile commissione deputata a studiare come eliminare questi contributi.

Mala tempora currunt per il futuro delle generazioni che verranno, mentre il dibattito politico italiano è desolante, più concentrato sui biscotti alla Nutella di Salvini e Renzi che al futuro del pianeta e al grido di allarme di milioni di giovani”

Angelo Bonelli