Le mozioni non bastano, servono leggi e finanziamenti

emergenza climatica

Approvare una mozione è un conto, presentare piani concreti per contrastare il cambiamento climatico è tutt’altra storia. A oggi, l’azione di Governo nella lotta al cambiamento climatico è del tutto assente e la dichiarazione di emergenza climatica si rivela essere solo vuota propaganda.

Ieri Greta Thunberg, ospite alla COP25, ha ammonito i leader mondiali, accusandoli di strumentalizzare l’emergenza climatica, fingendo di intraprendere azioni concrete quando poi, in realtà, nulla viene fatto, con il solo fine di creare nuovi legami politici. In un Paese come il nostro, in cui dobbiamo fare i conti con un Piano Energia e Clima che non rispetta gli accordi ONU, in cui aumentano le emissioni dei gas clima alteranti, come riportato dal rapporto Ispra, e in cui vengono autorizzati gli spargimenti di fanghi tossici sui suoli agricoli, una dichiarazione di Emergenza Climatica appare, per il momento, un proclama senza alcuna sostanza. Ci aspettiamo che, dopo avere accolto la dichiarazione, siano prese immediatamente decisioni concrete e di autentico cambiamento.

La gravità dell’emergenza che stiamo vivendo richiede una serie di provvedimenti immediati, a partire da nuove leggi e nuovi finanziamenti, nuovi piani d’intervento, ad esempio, per la risoluzione del dissesto idrogeologico, per le bonifiche, per lo sviluppo del sistema di trasporto su ferro e non solo con l’approvazione di mozioni che il Governo italiano, come in occasione del Dl clima e della Manovra finanziaria, ha puntualmente disatteso.

 

Elena Grandi