UEFA pianterà alberi a Roma ma dal Campidoglio encefalogramma piatto

Il Presidente UEFA Aleksander Čeferin ha annunciato già diversi mesi fa un grande investimento per contrastare i problemi legati al cambiamento climatico intorno al periodo in cui si svolgerà UEFA EURO 2020.

Dodici nazioni, quattro fusi orari e lingue diverse: organizzare un campionato europeo di tal fatta è una grossa sfida, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale. Per festeggiare il 60esimo anniversario dei Campionati Europei e imprimerlo nella memoria dei più appassionati seguaci del calcio, la UEFA pianterà quindi 50.000 alberi in ognuna delle 12 città ospitanti.

Inizia da Roma il Festival del calcio europeo. La città beneficerà pertanto della corposa boccata d’ossigeno offerta dal massimo organismo del settore.

Dal dì di settembre in cui l’UEFA si è impegnata a fare in modo che il torneo della prossima estate sia il più ecologico di sempre, compensando le emissioni di CO2 dovute ai viaggi dei giocatori e degli spettatori, sono passati circa due mesi. Da Roma Capitale, però, encefalogramma piatto su come e dove saranno piantate le nuove essenze arboree: vogliamo perdere anche questa occasione?

Lanciamo la nostra proposta per Roma: si avvii subito un percorso partecipato aperto ai cittadini, per decidere dove piantare gli alberi, se dentro la città, a bordo strada, eliminando le ceppaie e stipulando una garanzia biennale di attecchimento. In questo modo, l’intervento avrà un impatto reale sulla mitigazione climatica e sulla qualità della vita dei romani.

A Roma ci sono 15 Municipi: sfruttare questa occasione, significa consegnare circa 3.000 nuovi alberi a Municipio. Purtroppo Raggi e la neo-assessora Fiorini sembrano non aver colto l’importanza di questa opportunità. E l’Europeo 2020 rischia di essere, per i romani e per il nostro verde pubblico, l’ennesimo autogol.

Silvana Meli e Guglielmo Calcerano 

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