Emergenza climatica: alle dichiarazioni seguano i fatti, specie in Italia

emergenza climatica

La dichiarazione di emergenza climatica da parte del Parlamento europeo è certamente un atto significativo ma che deve essere seguito dai fatti. Alle parole seguano azioni concrete in difesa del clima che spingano anche l’Italia a mettere in atto politiche realmente attente all’ambiente.

L’Italia è il Paese in cui iniziative lodevoli di questo tipo rischiano di naufragare drammaticamente nel greenwashing, considerato che le leggi approvate e le politiche attuate dal passato e dal presente Governo vanno in direzione totalmente opposta rispetto a quanto indicato dalle dichiarazioni di emergenza climatica.

L’Europa è un altro pianeta. In Italia, il Piano Energia e Clima non rispetta l’Accordo di Parigi su energie rinnovabili e riduzione delle emissioni. In Italia, in direzione opposta rispetto a quanto stabilito dalla BEI, non sono stati neanche avviati processi di riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi. Un Paese in cui, nonostante i 75mila decessi causati da smog nel 2018, non c’è un euro in Finanziaria per il trasporto pubblico.

Dov’è questo tanto paventato Green New Deal? Sicuramente in Germania dove, nei prossimi 10 anni, sono previsti investimenti per 100 miliardi di euro e il settore trasporti potrà contare su 85 miliardi.

Siamo stanchi che la grande sfida dell’emergenza climatica continui a essere usata come strumento di propaganda politica. Come dimostrano i fatti delle ultime settimane, il nostro Paese ha bisogno di interventi seri e urgenti per affrontare il dissesto idrogeologico per il quale non si riescono a spendere le risorse stanziate.

Cosa aspettarsi, in fondo, da un Paese in cui una legge sul consumo di suolo è ferma in Parlamento da oltre un lustro e l’ultima carta geologica portata a termine risale al 1861, ai tempi di Quintino Sella?

 

Angelo Bonelli ed Elena Grandi

Lascia un commento