I Cinque Stelle evolvano, non tanto in Europa, ma in Italia

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I rapporti tra la Casaleggio Associati e il MoVimento 5 Stelle sono “piuttosto strani” e costituiscono “il problema numero uno” nel dialogo in corso tra i Verdi nel Parlamento europeo e gli eurodeputati pentastellati, attualmente tra i Non Iscritti, in vista di un eventuale ingresso nel gruppo ecologista.

Ai Verdi piacerebbe vedere evoluzioni nel Movimento 5 Stelle, in direzione di un “partito più tradizionale”. Voglio dire, i Verdi tedeschi hanno società che forniscono loro servizi? Sicuramente non fanno tutto internamente, e magari danno in outsourcing l’IT a società specializzate, ma queste società hanno contratti di fornitura con il partito e non hanno nulla a che fare con la governance del partito stesso. Si può dire altrettanto della Casaleggio Associati? Assolutamente no.

Questo è il problema numero uno ma non è il solo che abbiamo con le modalità con cui funzionano i Cinquestelle. Non sai mai, in realtà, chi decide nel partito. I Verdi tedeschi hanno il loro congresso e sappiamo che è il congresso che decide, che elegge i capi e che stabilisce la linea del partito.

È quello che ci attendiamo da ogni partito verde e, benché sappia che la parola “tradizionale” è spesso criticata, è proprio in questa direzione che ci piacerebbe vedere i Cinquestelle evolversi come partito. A volte ci sono buone ragioni per avere delle tradizioni.

A me piacciono le tradizioni democratiche. Questo è quello che serve.

Collaboriamo con i Cinquestelle su molte cose ma nell’ultima seduta c’è stata una delusione, come sapete, sulla risoluzione sulla ricerca e soccorso in mare: non siamo riusciti a capire per quale motivo i Cinquestelle si siano astenuti sulla risoluzione, cosa che ha contribuito ad affossarla.

Francamente, le ragioni che sono state addotte dai Cinquestelle per motivare l’astensione non ci sono sembrate molto chiare. Se questo è stato fatto per proteggere i decreti Salvini, che sono all’esatto opposto di quello che pensiamo noi, allora è un grandissimo problema. Ancora una volta, continueremo a collaborare sulle materie di comune interesse ma pensiamo che il partito debba evolvere, non tanto nel Parlamento europeo, ma in Italia. È lì che vediamo i problemi grossi.

Le argomentazioni pubblicate sul blog di Beppe Grillo sulla situazione nello Xinjiang, dove il governo cinese ha imprigionato oltre un milione di uiguri, secondo quanto riportato dai media internazionali, sono, inoltre, ingiustificabili. Si può giustificare quello che succede nello Xinjiang? Evidentemente no, è l’opera di una dittatura che sta imprigionando in maniera massiccia i suoi cittadini.

Giustificare gli abusi di un regime come quello cinese che invece di evolvere verso il buon senso, evolve verso una fossilizzazione della dittatura, francamente, è ingiustificabile. E se Grillo fa questo, chiaramente non è un argomento che possa attirare la simpatia dei Verdi, per esprimermi pudicamente.

 

Philippe Lamberts

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