L’ipocrisia della politica responsabile del dissesto idrogeologico

dissesto idrogeologico

È l’ipocrisia di questa politica la vera responsabile per quanto sta accadendo in Italia. Una sorta di Giano Bifronte che parla tanto dell’esigenza di prevenire i danni causati dell’emergenza climatica ma agisce in maniera assolutamente opposta.

È la tipica politica degli annunci che si concretizza in provvedimenti di Governi e Regioni che in realtà sono deroghe ai vincoli paesaggistici e ambientali che peggiorano la situazione, autorizzando la cementificazione di ogni luogo. Ne è esempio lampante lo Sblocca Italia di Renzi che consentiva la realizzazione di opere anche in aree soggette a vincoli ambientali e paesaggistici.

In tutti questi anni, abbiamo ribadito più volte la necessità di un piano per il dissesto idrogeologico che potesse far fronte all’emergenza climatica oggi in atto anche nel nostro Paese. Invece, i vari governi che si sono succeduti non solo non hanno affrontato il problema, ma lo hanno accentuato, con provvedimenti come il succitato Sblocca Italia e i vari regali ai petrolieri dello Sblocca Trivelle di Renzi, il Decreto Crescita di Di Maio.

Ci riferiamo anche a quello che ha fatto la Regione Liguria sotto la guida di Toti: il 9 aprile 2019 ha ridotto di 540 ettari il territorio dei più grandi parchi naturali regionali, il parco delle Alpi liguri, quello dell’Aveto e quello dell’Antola. Non solo: la legge approvata dall’Assemblea regionale ha revocato la classificazione di area protetta regionale a 42 territori nel savonese, per un totale di oltre 22mila ettari.

Ma la cosa paradossale è che le richieste di stato di emergenza e messa in sicurezza del territorio arrivino, oggi, proprio da Renzi e Toti, che piangono lacrime di coccodrillo.

Noi Verdi crediamo che sia finito il tempo delle chiacchiere e che sia urgente un Piano Marshall contro il dissesto idrogeologico, ben sapendo che è indispensabile investire immediatamente milioni di euro per evitare altre vittime, sfollati e tragedie future. Urgente è soprattutto che i fondi stanziati contro il disseto vengano realmente spesi, visto che al momento ben il 90% degli interventi previsti rimane sulla carta.

 

Angelo Bonelli

Lascia un commento