Un Piano Marshall per il dissesto idrogeologico

dissesto idrogeologico

Non è maltempo ma mala politica che ha aggredito il territorio riempiendo di cemento ogni angolo del Paese, comprese le aree di esondazione dei fiumi, i limiti di inedificabilità dei corsi d’acqua e modificato i vincoli paesaggistici e ambientali per costruire di tutto in nome di un falso progresso.

C’è una classe politica ipocrita che, al governo di ogni ente, approva con la mano destra le dichiarazioni di emergenza climatica e con la sinistra autorizza lottizzazioni e progetti contro le leggi della natura.

Negli ultimi sei anni sono stati dichiarati 87 stati di emergenza con danni riconosciuti per circa 10 miliardi di euro mentre le risorse trasferite equivalgono a meno del 10%. Di questo 10% di fondi trasferiti, inoltre, solo il 44% è stato realmente speso per opere realizzate.
Oltre a una normativa più rispettosa del territorio, servirebbero 40 miliardi per salvare tutta l’Italia dal dissesto idrogeologico.

Ogni anno, per risarcimenti e danni da eventi di dissesto, si spendono 3,5 miliardi di euro. Una cifra che, secondo l’Enea, è destinata a superare i 10 miliardi annui con l’aumentare degli eventi estremi.

È necessario prevenire e per questo serve una nuova legge quadro – una sorta di “Piano Marshall” per il dissesto idrogeologico – perché, come afferma la stessa Commissione europea, per ogni euro speso in prevenzione, si riducono di almeno 4 euro i costi legati all’emergenza, alla ricostruzione e ai risarcimenti danni.

 

Angelo Bonelli

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