Una vera conversione ecologia può ancora salvare Venezia

Venezia

Il Mose non ha salvato Venezia, anzi, l’ha privata di quelle difese e interventi alternativi molto meno costosi e di più veloce realizzazione, proposti da Verdi, ambientalisti, progettisti e scienziati lungimiranti, assorbendo tutti, o quasi, i finanziamenti destinati alla salvaguardia della città.

Un sistema di potere e corruzione prosegue l’ambientalista,  ben descritto negli atti processuali dell’inchiesta che ha portato alla condanna definitiva di politici, come l’ex Presidente della Regione Veneto Galan (FI), imprenditori e alti funzionari dello Stato, lascia la mostruosa eredità di un’opera faraonica, che sarà forse completata nell’estate del 2021, il cui costo miliardario continua a lievitare e la cui sola manutenzione richiederà 120 milioni di euro annui. La città rischia così di ritrovarsi sempre più di frequente in balia degli effetti devastanti del cambiamento climatico.

È necessario e urgente un vero piano di adeguamento e mitigazione. Vanno messe in cantiere le opere diffuse di salvaguardia, previste e non finanziate, va ripristinato l’equilibrio morfologico e idrogeologico della laguna. Solo con una vera conversione ecologica, Venezia può sperare di salvarsi dall’aggressione del clima e dagli appetiti di lobby e poteri forti sempre onnipresenti e incombenti.

Luana Zanella