L’immunità penale sull’Ilva è ancora lì

immunità penale

Dispiace constatare che, sul dibattito apertosi circa l’immunità penale all’Ilva, nessun parlamentare abbia letto attentamente la norma.

Attraverso lo stralcio dell’articolo 14 del Decreto legge Imprese – che ha sollevato la reazione di forze politiche di opposizione e non solo – si evidenzierebbe infatti con chiarezza che l’immunità penale nei confronti degli attuali proprietari dell’Ilva è ancora lì, viva e vegeta.

L’immunità non è stata cancellata grazie al Decreto Crescita e al successivo stralcio dell’articolo 14 del Decreto imprese, al cui comma 1 è prevista la garanzia dello scudo penale ai sensi dell’Art. 6 del Decreto legislativo 231 del 2001.

Del resto, quando fu approvato il Decreto Crescita, sia Carlo Calenda che un intelligente sindacalista come Marco Bentivogli ebbero da dichiarare che nulla sarebbe cambiato per quanto atteneva lo scudo penale nei confronti dell’ex Ilva, oggi Arcelor-Mittal.

Perché tutta questa polemica politica inutile che crea solo disinformazione?

La vera questione scandalosa, di cui pochi parlano, è che grazie alle modifiche legislative volute dal capo del M5S Luigi Di Maio, si è fatto decadere il ricorso di illegittimità costituzionale promosso dal giudice del tribunale del Riesame di Taranto, Benedetto Ruberto, sull’immunità penale originaria promossa dal governo Renzi: una vera operazione da casta della politica.

Proprio una settimana fa, la Corte Costituzionale ha rimandato gli atti del ricorso del Tribunale di Taranto, avverso all’immunità, per sopravvenuta modifica legislativa, voluta da Di Maio. Ecco lo scandalo di cui nessuno parla: si è fatto decadere un ricorso che sicuramente avrebbe dichiarato incostituzionale l’immunità penale a Taranto e, nonostante questo, oggi sono in tanti a chiedersi, su ogni organo di stampa, se essa esiste o meno quando qualunque studente di giurisprudenza, leggendo la norma già in vigore, sarebbe in grado di comprendere che, sì, l’immunità penale a Ilva è lì e nessuno l’ha toccata.

 

Angelo Bonelli