Educazione delle giovani donne, uno strumento contro i cambiamenti climatici

La ricorrenza di ieri – Giornata mondiale dell’Alfabetizzazione – ha portato alla ribalta uno dei punti del progetto editoriale Drawdown, inserito nell’area “Donne e giovani donne”. Si tratta dell’educazione delle giovani donne.

Educazione delle giovani donne, un’arma contro il surriscaldamento globale

L’educazione delle giovani donne, si è scoperto, ha un impatto drammatico sul riscaldamento globale. Le donne con più anni di formazione hanno un minor numero di bambini (e più sani) e gestiscono attivamente la loro salute riproduttiva. Nel 2011, la rivista Scienze ha pubblicato un’analisi demografica dell’impatto dell’istruzione delle ragazze sulla crescita della popolazione. Vi si descrive uno scenario di “crescita lampo”, basato sulla scalata della Corea del sud da uno degli ultimi a uno dei paesi più istruiti al mondo. Se tutte le nazioni raggiungessero un simile tasso di iscrizione (100% delle ragazze nella scuola primaria e secondaria), entro il 2050 ci sarebbero 843 milioni di persone in meno in tutto il mondo rispetto ai tassi odierni di iscrizione.

Benefici a ogni livello della società globale

Nei paesi più poveri, le emissioni di gas serra pro capite sono basse. Le persone non hanno abbastanza energia per sterilizzare l’acqua correttamente, leggere o studiare di notte o attivare piccole imprese. Ci sono 1.1 miliardi di persone che non hanno energia elettrica del tutto. Da un decimo di tonnellata di anidride carbonica a persona in Madagascar alle 1.8 tonnellate in India, le emissione pro-capite in paesi a più basso reddito sono una frazione del tasso di 18 tonnellate pro-capite all’anno degli Stati Uniti. Tuttavia, le variazione dei tassi di fertilità in questi paesi  avrebbe benefici multipli su praticamente ogni livello della società globale.

I vantaggi dell’educazione

L’educazione getta le basi per una vita appagante per ragazze e donne, le loro famiglie e le loro comunità. È la più potente leva disponibile per spezzare il ciclo della povertà intergenerazionale, allo stesso tempo limitando le emissioni grazie alla minor crescita della popolazione. L’educazione supporta anche la resilienza in termini di impatti sui cambiamenti climatici. In tutti i paesi a basso reddito c’è un forte legame tra le donne e i sistemi naturali nel cuore. La formazione prepara anche le donne ad affrontare i cambiamenti climatici più drammatici. Uno studio del 2013 ha trovato che educare “è il singolo fattore sociale ed economico più importante connesso con una riduzione nella vulnerabilità verso i disastri naturali”.

Impatto

Due soluzioni influenzano la dimensione della famiglia e della popolazione mondiale: l’educazione delle ragazze e la pianificazione familiare. Poiché la dinamica esatta tra queste soluzioni è impossibile da terminare, i nostri modelli assegnano a ciascuno il 50% del potenziale impatto. Partiamo dal presupposto che questi impatti derivino da tredici anni di scuola, primaria e secondaria. Secondo l’UNESCO, con un finanziamento annuo di 39 miliardi di dollari, l’istruzione universale in paesi a reddito medio basso e basso può essere attenuata. Potrebbe portare a 59.6 miliardi di tonnellate di emissioni ridotte entro il 2050. Il ritorno di questo investimento è incalcolabile.