Tetti solari, la luce del sole che soppianta i combustibili fossili

Dopo aver introdotto il progetto editoriale Drawdown, figlio del lavoro di Paul Hawken, giornalista, imprenditore, ecologista (qui maggiori informazioni), iniziano col trattare uno degli otto punti scaturiti dal lavoro della comunità di esperti che ha lavorato al progetto.

La prima di queste sezioni è l’Energia, e in particolare tutte quelle tecnologie e strategie che stanno soppiantando la produzione di energia da combustibili fossili.

Tetti Solari

La luce, la risorsa più abbondante sulla terra.

Oggi il solare sta sostituendo la produzione di elettricità da carbone e da gas naturale. Sta sostituendo lampade al cherosene e generatori diesel in luoghi dove non si ha accesso alla rete elettriche, una realtà per oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Mentre la società è alle prese con l’inquinamento da elettricità in alcuni luoghi e la sua assenza in altri, le misteriose particelle di luce del sole continuamente colpiscono la superficie del pianeta con un’energia più di diecimila volte superiore al suo stesso al suo uso totale nel mondo.

Impianti fotovoltaici su piccola scala, in genere situati sui tetti, stanno giocando un ruolo significativo nello sfruttamento di quella luce, la risorsa più abbondante sulla terra. Quando i fotoni colpiscono il sottile strato di cristallo di silicio all’interno di un pannello solare sottovuoto, liberano elettroni e producono un circuito elettrico. Queste particelle subatomiche sono le uniche parti in movimento in un pannello solare.

Il quadro su scala mondiale: Germania, Bangladesh e Australia tra i leader

Mentre il solare fotovoltaico (FV) fornisce meno del 2% dell’energia elettrica nel mondo allo stato attuale, esso ha visto una crescita esponenziale nell’ultimo decennio. In Germania, uno dei leader solari del mondo, la maggior parte della capacità fotovoltaica è sui tetti, con 1.5 milioni di impianti. In Bangladesh, con 157 milioni di abitanti, sono stati installati più 3.6 milioni di sistemi solari domestici. Ben il 16% delle case australiane ne sono dotati. Trasformare un metro quadrato di tetto in una centrale elettrica in miniatura si sta rivelando accattivante.

Un boom di produzione in Cina ha contribuito a riversare sul mercato un fiume di pannelli economici in tutto il mondo. Ma i costi del materiale sono un lato dell’equazione della spesa. I costi di finanziamento, acquisizione, permessi e installazione possono raggiungere la metà del prezzo di un impianto sul tetto e non sono crollati come quelli dei pannelli stessi. Il che costituisce un motivo per cui il tetto solare è più costoso del suo parente su scala industriale.

I vantaggi dei tetti solari, generare energia senza emettere gas serra

I vantaggi del tetto solare si estendono ben oltre il prezzo. Mentre la produzione di pannelli fotovoltaici, come qualsiasi processo di produzione, comporta emissioni, essi generano elettricità senza emettere gas serra o inquinamento atmosferico, con l’infinita luce solare come unica risorsa in ingresso. Numerosi studi indicano che il beneficio finanziario dei tetti fotovoltaici è duplice. Avendoli come parte di un portafoglio di generazione dell’energia, le grandi aziende possono evitare i costi di capitale per ulteriori impianti a carbone o a gas, che comunque i loro clienti avrebbero dovuto pagare, e alla società in senso lato sono risparmiati gli impatti ambientali e di salute pubblica.

Staccati dalla rete, i pannelli sul tetto possono portare l’elettricità alle zone rurali dei paesi a basso reddito. Proprio come i telefono cellulari hanno scavalcato l’installazione di telefoni fissi e reso la comunicazione più democratica, i sistemi solari eliminano la necessità di reti elettriche centralizzate su larga scala.

Impatto

Questa analisi presuppone che il tetto solare fotovoltaico possa crescere dal 4% della produzione di elettricità a livello mondiale al 7% entro il 2050. Tale crescita può evitare 24.6 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2. Si assume un costo di installazione di 1.883 dollari per ogni kilowatt, che scende a 627 dollari per ogni kilowatt entro il 2050. In tre decenni, la tecnologia potrebbe far risparmiare 3.400 miliardi di dollari in costi energetici domestici.