Intraprendere una Dieta Vegetariana per salvare il pianeta

dieta vegetariana

La seconda area de progetto Drawdown riguarda una causa del riscaldamento globale non meno importante dei combustibili fossili: l’alimentazione.

Dopo aver parlato dei tetti solari, che fanno parte delle soluzioni energetiche parliamo della nutrizione e di quanto siano meno evidenti le conseguenze della colazione, del pranzo e dellla cena. Il sistema alimentare è elaborato e complesso; i suoi requisiti e il suo impatto sulla salute del pianeta sono straordinari, per questo bisogna cambiare la diete e le abitudini di consumo.

Dieta Vegetariana

Cambiare le abitudini per salvare il pianeta

La dieta occidentale ha un cartellino del prezzo molto salato per il clima. Le stime più prudenti suggeriscono che allevare bestiame contribuisce oltre il 15% dei gas serra globali emessi ogni anno; le valutazioni più complete delle emissioni dirette e indirette dicono oltre il 50%. La produzione di carne e di prodotti caseari contribuisce a generare molte più emissioni rispetto alla crescita di verdure, frutta, cereali e legumi. I ruminanti come le mucche sono colpevoli di generare più metano, potente gas serra, mentre digeriscono il cibo. Se i bovini fossero una nazione, sarebbero il terzo emettitore di gas serra al mondo. Il consumo eccessivo di proteine animali ha un costo elevato anche per la salute umana.

Dove le proteine vegetali sono abbondanti, gli esseri umani non hanno bisogno di proteine animali per i loro nutrienti. Con miliardi di persone che si alimentano più volte al giorno, iniziare una dieta vegetariana o vegana è un contributo importante al benessere del pianeta.

Un cambiamento della dieta, secondo uno studio di Oxford del 2016, può ridurre le emissioni entro il 2050 fino al 70% se si adotta un regime alimentare vegano.

Sei ciò che mangi

La spinta verso una dieta ricca di vegetali è solida. Detto questo, non è semplice portare profondi cambiamenti in una atto così intrinsecamente culturale come quello del mangiare. Bisogna cambiare prospettiva e “celebrare” verdure, cereali e legumi come fonte principale di nutrimento e non ad alternative secondarie.

Comunque vengano raggiunte, le diete ricche di piante sono una vittoria per la società. Mangiare con un’impronta ambientale più leggera riduce le emissioni, ovviamente ma tende ad essere più sano, portando a tassi più bassi di malattie croniche. Allo stesso tempo fa meno danni alle risorse di acqua dolce e agli ecosistemi- come ad esempio le foreste rase al suolo per far posto agli allevamenti di bestiame e le immense “zone morte” acquatiche  create dal reflusso delle fattorie.

Per il bene del nostro ecosistema bisogna, come dice Michael Pollan; “Mangiare cibo. Non troppo. Principalmente piante”.

Impatto

Utilizzando i dati a livello di paese della Food and Agricolture Organization delle Nazioni Unite, stimiamo una crescita del consumo alimentare globale entro il 2050, partendo dal presupposto che i paesi a basso reddito consumeranno più cibo in generale e maggiore quantità di carne man mano che le economie crescono.

Se il 50% della popolazione mondiale limitasse la propria dieta a un sano quantitativo di 2500 calorie al giorno e riducesse il consumo di carne, stimiamo che almeno 26,7 miliardi di tonnellate di emissioni potrebbero essere evitate con il solo cambiamento dietetico.

 

Ecco alcuni nostri consigli per un’alimentazione sana e sostenibile.