L’esempio di Greta, un anno di lotta ai cambiamenti climatici

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molte persone pensano che la Svezia sia solo un piccolo paese ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Ora siamo un gruppo di ragazzi che hanno deciso di manifestare dopo la scuola ma pensate cosa potremmo fare tutti insieme per il pianeta, se lo volessimo veramente!”

È trascorso un anno esatto da quel 20 agosto in cui una ragazza svedese di nome Greta, con un semplice cartello, ha mosso le coscienze di milioni di persone. In quei giorni, il suo Paese registrava temperature inusuali ed era sconvolto da gravi incendi. Greta diede il via a sit-in settimanali, saltando la scuola e inaugurando il climate strike. Di settimana in settimana, il movimento è cresciuto. Un piccolo cartello scritto a mano si è trasformato nel manifesto di una generazione di giovani, stanchi di essere messi da parte da politiche vecchie e mai lungimiranti. Dopo anni di vergognosi silenzi, con i Governi di tutto il mondo che continuavano a girare le spalle di fronte alle evidenze degli studi dei più importanti organi scientifici, i potenti senza coscienza si sono visti costretti ad affrontare la forza di milioni di ragazzi mossi da una sola e meravigliosa idea: salvare il mondo!

Partendo dalla Svezia, il movimento degli scioperi per il clima chiamato Fridays For Future si è esteso ad altri Paesi. Novembre il primo passaggio cruciale, quando migliaia di studenti scesero in piazza nelle città australiane con l’azione chiamata Strike 4 Climate Action. Fino ad arrivare al 15 marzo, con il Global Climate Strike celebrato in 106 Paesi del mondo, che ha portato nelle piazze migliaia di studenti, spesso accompagnati anche da genitori e adulti.

“Non possiamo affrontare una crisi senza trattarla come tale. Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo impegnarci per l’uguaglianza. Se non troviamo soluzioni nell’attuale modello di sviluppo, significa che dobbiamo cambiarlo. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per dirvi che il cambiamento sta arrivando!”

È in questo passaggio che si può racchiudere la sfida lanciata da Greta in questo suo anno di attivismo. Spingere i governi a cambiare modello di sviluppo e allo stesso tempo offrire soluzioni assolutamente praticabili, nel rispetto delle possibilità del pianeta e partendo dall’approvvigionamento delle risorse.

Greta ci ha insegnato che, nell’emergenza più grave e importante di questo millennio, ogni singola persona può, con il proprio impegno, dare il suo contributo alla lotta contro il cambiamento climatico. Grazie a Greta, finalmente molti, tanti, hanno compreso la gravità dell’emergenza climatica, soprattutto i giovani, coloro che più di tutti ne subiranno le conseguenze nel proprio futuro. Chi invece non sembra aver fatto propria questa lezione sembra essere il mondo politico italiano, ancora oggi impegnato, a colpi di propaganda elettorale e presunte crisi di Governo a risolvere beghe interne legate a interessi personali e di poltrona.

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