Legge elettorale, cambiare le regole per la raccolta firme

L’attuale legge elettorale determina una profonda lesione della nostra democrazia. Gli italiani e le italiane devono sapere che, se domani ci dovessero essere delle elezioni, queste sarebbero una contesa tra soli cinque partiti oggi presenti in Parlamento. Tutte le altre forze politiche sarebbero escluse. O si cambia, o la democrazia in Italia è morta.

Da queste premesse, esplicitate in mattinata da Angelo Bonelli, prende avvio la proposta di legge, redatta in collaborazione con +Europa, volta a modificare la legge elettorale nella parte sulla raccolta e autenticazione delle firme, in modo da garantire la parità di accesso alla democrazia.

“Qui non è questione di ‘salvare’ le forze minori: è, invece, un problema di esercizio della democrazia. Mentre l’Italia è schiava di inutili barocchismi, – ha affermato Elena Grandi nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa -, il resto d’Europa va avanti, semplificando le modalità di raccolta firme per la partecipazione alle elezioni. Sembra ci sia la volontà di rendere difficile una cosa semplice”.

PROPOSTE DI MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE

Firme

Sulle firme necessarie a presentare le liste, si prevede il passaggio dalle attuali 1500 a 400 per ciascuno dei 63 collegi plurinominali della Camera e 33 del Senato. Nella scheda si spiega quali sono le firme richieste nei principali paesi europei.

Autenticatori

Sulla disciplina delle autenticazioni, si estende alle elezioni un nuovo regime già approvato, solo alla Camera, per i referendum (articolo 2, comma 2, lettera b) dell’Atto Senato 859). Tra gli autenticatori autorizzati sono aggiunti consiglieri regionali e avvocati, ma soprattutto si prevede che i promotori della sottoscrizione, cioè i partiti, per le elezioni nazionali, regionali e locali, possano indicare dei delegati all’autenticazione tra i cittadini in possesso dei requisiti per fare il presidente di seggio.

Esenzione dalla raccolta firme

Sull’esenzione dalla raccolta firme ci sono due scenari alternativi:

  • Il primo di abrogazione del regime dell’esenzione dalla raccolta firme e di equiparazione di tutti i soggetti politici concorrenti. Con il vecchio Mattarellum era così. Tutti i partiti, presenti o non presenti in Parlamento, dovevano raccogliere le firme.
  • Il secondo scenario è di estendere alle politiche il regime di esenzione per le elezioni europee.

Modalità della raccolta firme

Sulle modalità di raccolta firme si prevede che si possano raccogliere solo sui candidati delle liste proporzionali e non su quelli uninominali e dunque potenzialmente di coalizione. È una norma di interpretazione autentica dell’art. 18-bis, comma 1 del DPR 361/57 che corregge l’interpretazione data dal Viminale.