Raccolta differenziata e riciclo, fasi cruciali dell’economia circolare

Raccolta differenziata

Tra gli innumerevoli vantaggi che porta con sé in dote una piena attuazione dell’economia circolare, una soluzione all’annosa questione dei rifiuti è senza dubbio tra i principali. Non a caso, la raccolta differenziata rientra tra le fondamentali fasi che vanno a comporre la struttura dell’economia circolare.

Raccolta differenziata e riciclo

Ma da dove nasce l’esigenza di differenziare i rifiuti? Senza dubbio, tra le cause primarie, dal grande pericolo che la loro combustione rappresenta per la salute, dell’atmosfera quanto dell’essere umano. Gli inceneritori, un tempo considerati l’alternativa più efficiente alla discarica, emettono infatti diossina, polveri sottili, gas serra. Ovviamente, la raccolta differenziata assume un ruolo di primaria importanza in virtù della grave crisi ecologica che il Pianeta sta vivendo. Per troppo tempo l’uomo ha agito in maniera sconsiderata, sfruttando le risorse naturali oltre ogni possibilità, abusando in modo scellerato del concetto “Usa & getta” che è di fatto all’opposto dell’approccio olistico, perno dell’economia circolare.

La raccolta differenziata rappresenta, invece, il primo passo per la piena realizzazione dell’economia circolare, così come indicato da numerose direttive europee in materia di rifiuti. A partire dal singolo cittadino fino a giungere alle utenze commerciali, la separazione dei rifiuti è un grande esercizio di ambientalismo e di civiltà. Attraverso un’attenta differenziazione, figlia della partecipazione attiva da parte del singolo cittadino – ovviamente supportato dalle strutture e dalla programmazione degli enti competenti – ogni oggetto può essere reindirizzato verso l’impianto di trattamento più adatto così da essere adeguatamente rimesso in circolo, mentre solo un’esigua componente diventerà frazione residuale non recuperabile, da conferire in inceneritori già esistenti.

Il nuovo Pacchetto dell’Economia circolare, focus sui rifiuti

Un passaggio fondamentale in ambito europeo in merito alla raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti, è arrivato nella primavera del 2018 quando fu approvato dall’Europarlamento un nuovo “Pacchetto dell’Economia Circolare” che prevede delle nuove importanti norme in tema di rifiuti: il ricorso alla discarica dovrà essere portato al di sotto del 10 per cento entro il 2035. Di pari passo, è stato introdotto l’obbligo di riciclare almeno il 55% dei rifiuti urbani domestici e commerciali entro il 2025.

Per la prima volta, è stata introdotta nelle direttive anche la raccolta differenziata per i rifiuti tessili (obbligatoria dal 2025), l’umido e i rifiuti organici (entro il 2023) e quelli domestici pericolosi, come le vernici, i pesticidi, gli oli e i solventi (entro il 2022). La nuova legislazione prevede inoltre un maggiore utilizzo di strumenti economici di sostegno, assegnando un ruolo fondamentale ai produttori grazie a regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR).

Il quadro italiano

In Italia, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio si attesta al 43,9%, considerando tutte le frazioni contenute nei rifiuti urbani. A pesare, è la mancanza di un’adeguata rete impiantistica a supporto di queste operazioni. Una delle conseguenze è il trasferimento dei rifiuti raccolti in altre regioni o all’estero. Ne è un esempio la situazione di Roma, come riportato nel rapporto Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente: i rifiuti capitolini viaggiano per tutta Italia e anche all’estero; elaborando i dati Ama si può stimare che, su 100 sacchetti di rifiuti gettati dai romani, ben 44 vengano portati a spasso verso altre province o altre Regioni.

Eppure, il combinato tra direttive europee e il cosiddetto codice dell’ambiente è molto chiaro su competenze e responsabilità: alle Regioni, il compito di elaborare un Piano rifiuti che preveda la realizzazione di impianti di trattamento della materia differenziata sulla base del volume di spazzatura prodotta; ai Comuni la responsabilità di individuare le aree su cui realizzarli.