Economia circolare, il ruolo della distribuzione

La distribuzione è una leva che, per alcune tipologie di prodotti, può influire sensibilmente sulla loro sostenibilità.

Generare valore e mitigare rischi

Se l’obiettivo dell’economia circolare è, come abbiamo più volte ribadito, quello di chiudere il ciclo produttivo generando valore e mitigando i rischi per l’ambiente, è necessario che le risorse utilizzate siano prodotte il più possibile per mezzo di fonti rinnovabili e che le materie prime vergini non rinnovabili siano sostituite, in maggiore percentuale possibile, da materie prime secondarie.

Un modello di questo tipo investe, naturalmente, i processi produttivi e manifatturieri delle grandi imprese così come del fitto reticolato di PMI che caratterizza il Paese, creando nuovi posti di lavoro. Il passaggio a una visione d’insieme della filiera del prodotto è, dunque, quantomai indispensabile: riprogrammare le attuali modalità di progettazione, ma anche tutto ciò che riguarda la distribuzione.

Km 0 ma non solo

Se è vero che i prodotti a km 0 sono più genuini e freschi e contribuiscono a sostenere le comunità locali, è anche vero che non tutto può essere acquistato direttamente dal produttore.

Negli ultimi anni si è evidenziata, dunque, la necessità di migliorare, soprattutto per ciò che concerne la consegna delle merci, le misure di rispetto dell’ambiente utilizzando esclusivamente veicoli elettrici a zero emissioni. Stanno pertanto nascendo spontaneamente numerosi servizi di consegne eco compatibili nei centri storici delle città italiane che, potendo transitare senza limitazioni nelle ZTL, riescono a potenziare i servizi offerti dai corrieri tradizionali, arrivando ovunque.

Ottimizzare risorse dello Stato

Un modello che persegue gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e che va assolutamente sostenuto dal Governo con appositi incentivi che premino la mobilità green e gli atteggiamenti rispettosi dell’ambiente.

In quest’ottica, abbiamo lanciato, tra i nostri 5 sì per l’Italia, la proposta di ottimizzare le risorse dello Stato, abbandonando progetti – come il TAV in Val di Susa – che sprecano ambiente, territorio e soldi e investire, al contrario, sull’ammodernamento della mobilità nel Mezzogiorno, così da consentire al Sud di spostarsi alla stessa velocità del Nord. Potenziare la rete ferroviaria del Paese consentirebbe di spostare su rotaia tutte le merci che attualmente viaggiano su gomma, dando enorme respiro alle nostre strade e ai nostri territori.