Il progetto Europa Verde continua, a Roma la conferenza stampa

Nella mattina di ieri si è tenuta a Roma una conferenza stampa open air per presentare il progetto Europa Verde dopo che alle scorse Elezioni Europee la lista ha triplicato il consenso ottenendo 630.000 voti per un lusinghiero 2,3% che, secondo le medie degli ultimi sondaggi, è destinato ad aumentare. Presenti all’iniziativa: Marco Cappato, Elena Grandi, Silvia Zamboni, Angelo Bonelli, Andrea Masullo, Filiberto Zaratti, Nando Bonessio, Francesco Alemanni, Bengasi Battisti, Luca Boccoli.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione di accogliere nella squadra di Europa Verde Marco Cappato, che ha commentato così la scelta di sostenere il progetto.

“Ho accettato di far parte del gruppo di lavoro di Europa Verde da esterno per elaborare in maniera aperta iniziative e proposte sui temi legati all’ecologia. In particolar modo abbiamo elaborato insieme a Monica Frassoni e Alberto Maiocchi una “Iniziativa dei Cittadini europei” che chiede di trasferire il carico fiscale dal lavoro all’inquinamento, attribuendo un prezzo in Europa alle emissioni di CO2”. “La raccolta firma – ha proseguito Cappato – partirà, in tutta Europa dal 22 luglio con l’obiettivo di un milione di sottoscrizioni da almeno 7 Paesi. Questa è la prima iniziativa congiunta, e sono fiducioso che ne seguiranno altre anche grazie al gruppo di lavoro di Europa Verde”.

Un progetto aperto a tutte le componenti della società civile

Presente alla conferenza stampa anche Angelo Bonelli, coordinatore Nazionale dei Verdi.

“Parte oggi con questa conferenza stampa il Gruppo di lavoro di Europa Verde che sarà aperto a tutte le componenti della società civile che si riconoscono del progetto ecologista, a partire da Marco Cappato, che è già operativo con la raccolta firme europea per attribuire un prezzo alle emissioni di CO2 e Andrea Masullo osservatore di Democrazia Solidale. Il gruppo comincerà il suo lavoro fin da questa domenica 14 luglio quando si riunirà per elaborare e presentare alcune leggi di iniziativa popolare la cui raccolta di firme inizierà nelle prossime settimane con banchetti in tutta Italia.”

Conversione ecologica al centro del progetto

Il commento di Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi e capolista per l’Italia Nord Occidentale alle ultime Elezioni Europee

“Il percorso di Europa Verde unisce quello che proponiamo da sempre come la conversione ecologica dei processi produttivi, la legalità, i diritti, la giustizia sociale, l’innovazione, la necessità di essere sui territori e raccontare a tutti i che l’ecologismo non vuol dire abbracciare gli alberi, ma vuol dire abbracciare un progetto economico e politico che affronti con fermezza l’emergenza climatica, comprendendo che risolvere l’emergenza climatica vuol dire risolvere l’emergenza economica. Quello di Europa Verde è un progetto ambizioso, ma sempre più persone ci stanno seguendo: siamo tanti, entusiasti e competenti ed insieme dobbiamo cercare di cambiare questo mondo”

Siamo il partito del Sì

La stessa Silvia Zamboni, già capolista per l’Italia Nord Orientale alle scorse europee, ha commentato così i progetti futuri di Europa Verde.

Dopo una campagna elettorale molto importante ed entusiasmante, con la gente che è contenta della nostra presenza: per questo dobbiamo andare avanti per essere punto di riferimento per le politiche ambientali e sociali. Pensiamo che il mondo Cattolico sollecitato dall’enciclica Laudato sì, sia con noi nella richiesta di una conversione ecologica della società e nella richiesta di nuove modalità di produzione e di consumo; che vuol dire anche creare nuovi posti di lavoro puliti. I giovani di oggi hanno il carico di un doppio debito, quello ambientale e quello pubblico peggiorato enormemente dall’operato di questo Governo. Nonostante ci abbiano sempre rimproverato di essere il ‘Partito dei NO’, noi vogliamo fare queste cose con dei grandi Sì: quello per la mobilità sostenibile, per la Green economy, per le rinnovabili, per la tutela del territorio e molto altro. Tra i nostri NO ne abbiamo uno particolare, quello ai combustibili fossili che devono restare sotto terra

Comitato ‘Sedici, Credici’ presente in conferenza stampa

A margine dell’iniziativa, è intervenuto Luca Boccoli, comitato promotore ‘Sedici, Credici’

Noi come giovani ci rendiamo conto che è un momento cruciale perché il futuro è nelle nostre mani. Abbiamo davanti un dato, quello del 51% di noi giovani che si è astenuto dal voto perché non crede più nelle istituzioni. Per questo abbiamo deciso di prendere in mano il nostro futuro, perché siamo di fronte ad un governo che ha rigettato la mozione in cui si richiedeva di dichiarare l’Emergenza Climatica e lanceremo un comitato ‘Sedici Credici’ per abbassare l’età minima dell’elettorato attivo e passivo. Questo perché in questo periodo noi giovani abbiamo dimostrato di avere la consapevolezza per poter decidere prendere le decisioni dal basso e rielaborarle in chiave politica e possiamo contribuire a salvare il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, quel futuro che oggi ci stanno rubando.