Emergenza climatica, secondo il Report IPCC ci restano 11 anni

L’8 ottobre 2018 rappresenta una data spartiacque per la contemporaneità e il futuro del Pianeta. Quel lunedì di pochi mesi fa, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha reso noto il report sul riscaldamento globale che avrebbe completamente sconvolto i piani dei governi di tutto il mondo.

Il Report IPCC

Il messaggio principale del report era uno e inequivocabile: “Il tempo a nostra disposizione per salvare il Pianeta scadrà nel 2030”. Il rapporto mostra infatti come, senza interventi concreti ed efficaci, tra 11 anni la temperatura media globale supererà la temutissima soglia di 1.5°C, con conseguenze drammatiche per la Terra così come la conosciamo.

Redatto da 91 scienziati provenienti da 40 diversi Paesi e appositamente reclutati dall’ONU a seguito alla sottoscrizione dell’Accordo di Parigi del 2015, il report IPCC ha comprovato:

  • il riscaldamento del pianeta in atto e il rapido peggioramento della situazione nei prossimi decenni;
  • le chiare responsabilità delle attività umane, in particolare la combustione di carbone, gas e petrolio;
  • l’intensificazione di quelli che gli esperti definiscono eventi atmosferici estremi (alluvioni, siccità, ondate di calore) in diverse parti del mondo e in modo irregolare, che mettono a repentaglio l’idea di stabilità cui siamo abituati, con comunità distrutte, danni economici a persone e interi sistemi produttivi e persino perdite umane.

L’inattività dei Governi

Nonostante il report evidenzi la necessità di un’azione urgente, mostrando nello stesso testo delle vie alternative – il taglio delle emissioni, il passaggio a energie rinnovabili, il riciclo dei rifiuti, la conversione in chiave sostenibile dei settori produttivi con un limitato uso dello stoccaggio di carbonio – gli impegni finora assunti dai governi non sono sufficienti a limitare il riscaldamento a 2°C, ancor meno a 1,5 °C. Proprio il governo italiano, lo scorso 5 giugno, ha discusso in Senato quattro mozioni a tema ambientale, respingendo però quelle che chiedevano un maggiore impegno per raggiungere obiettivi più ambiziosi nell’attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima, perdendo di fatto l’occasione di dichiarare lo stato di emergenza climatica.

La nostra iniziativa per l’emergenza climatica

Dichiarare lo stato di emergenza climatica avrebbe dimostrato la volontà del governo italiano di porre il contrasto ai cambiamenti climatici in cima all’agenda politica, mettendo in atto una serie di misure e accorgimenti che evidentemente sono ancora in contrasto con gli interessi economici e diplomatici di chi ci sta governando. Non c’è più tempo per arrendersi a queste logiche clientelari. Riteniamo, pertanto, necessario cominciare a sollecitare le Istituzioni più prossime a noi – i Comuni – chiedendo loro di dichiarare l’emergenza climatica. La nostra iniziativa è consultabile qui. In poche settimane, sono già oltre 420 le email inviate tramite il form che abbiamo predisposto e 277 sono i Comuni che hanno ricevuto la mozione.

L’emergenza climatica non è più il futuro, è il presente. Solo impegnandoci insieme possiamo riuscire a salvaguardare l’unico Pianeta che abbiamo.

Un pensiero su “Emergenza climatica, secondo il Report IPCC ci restano 11 anni

  1. Pingback: Dichiarare emergenza climatica per rimanere entro la soglia di 1.5°C -

Commenti chiusi