Il clima è la vera emergenza nazionale, altro che migranti!

L’ondata di caldo improvviso che stiamo vivendo in questi giorni mette in evidenza quanto sosteniamo ormai da anni: l’Italia è il Paese che più degli altri paga il prezzo di politiche scellerate sulle questioni che riguardano il clima.

Dopo il maltempo degli ultimi mesi, in diverse regioni l’Arpa sta ora lanciando l’allarme per elevato disagio fisiologico da caldo. Allo stesso modo, numerosi medici raccomandano di non lasciare le proprie abitazioni per evitare malori dovuti alle condizioni meteo estreme, unite all’inquinamento atmosferico.

Rapporto ISPRA sugli indicatori del Clima in Italia

È chiaro che l’aumento delle temperature non è un miraggio degli ambientalisti: lo certifica anche l’ISPRA nel suo rapporto sugli indicatori del Clima in Italia, segnalando il 2018 come l’anno più caldo dall’inizio delle osservazioni (1961), con un’anomalia di temperatura media di +1.71°C.

È il clima la vera, grande, questione di sicurezza nazionale che il Governo non sta affrontando mettendo a rischio, tra le altre cose, i raccolti nelle aree agricole del Paese e le forniture di acqua potabile. Se questo non dovesse bastare, si aggiunga che un quinto del territorio italiano risulta essere a rischio desertificazione. Al Sud Italia, in particolar modo, i processi di desertificazione sono in stato avanzato.

Si dichiari davvero l’emergenza climatica

Il 5 giugno scorso, il Senato ha perso la grande occasione di dichiarare l’emergenza climatica, alla quale sarebbe seguito un impegno maggiore per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi nell’attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima: la drastica riduzione delle emissioni, l’avvento di una reale economia circolare e della piena transizione energetica. Le istituzioni italiane hanno, dunque, rinunciato a una presa di posizione netta sull’urgenza del problema ma anche allo sviluppo di un’economia che avrebbe portato il Paese a scongiurare la procedura di infrazione paventata dalla Commissione europea, con la creazione di migliaia di posti di lavoro.

Salvini partecipi ai vertici UE sulla questione migranti

Di fronte a questa situazione drammatica, qual è la vera emergenza per il ministro Salvini? Sono 42 naufraghi bloccati da oltre due settimane in mezzo al Mar Mediterraneo, ai quali si impedisce di sbarcare per raggiungere altri Paesi europei. Forse è il caso che il Ministro la smetta di disertare tutti i vertici europei volti a risolvere il problema dei migranti, quegli stessi vertici ai quali tutti gli altri ministri degli Interni prendono regolarmente parte.

 

Elena Grandi e Angelo Bonelli