Un quinto del territorio italiano è a rischio desertificazione

Desertificazione

Un quinto del territorio nazionale è a rischio desertificazione. Il cambiamento climatico, con siccità prolungate alternate a intense precipitazioni e aumento repentino delle temperature, sta letteralmente mangiando l’Italia, innescando processi come l’erosione delle coste, la diminuzione della sostanza organica dei terreni (anche a seguito di pratiche agricole intensive) e la salinizzazione delle acque.

Le regioni più colpite dalla desertificazione

Un’evidenza che si è drammaticamente manifestata già in questo primo semestre del 2019 e che è amplificata dal consumo di suolo inesorabile e quotidiano che non accenna ad arrestarsi, quando la necessità di ridurre la cementificazione potrebbe rappresentare un primo reale contrasto all’impoverimento dei terreni. In Italia, le regioni più colpite dalla desertificazione sono quelle del Sud, la Sicilia in testa con un aumento della temperatura di oltre mezzo grado in pochissimi anni, piogge più estreme, terre più aride e colture che si modificano con nuove specie che prendono il posto di quelle consuete.

Necessario un cambio di passo sostanziale

Riteniamo che siano necessari cambi di passo sostanziali da parte delle Istituzioni di questo Paese, per tutelare il patrimonio ambientale e l’attività agricola, realizzando opere di contrasto al dissesto idrogeologico, creando sistemi in grado di conservare l’acqua la cui disponibilità sarà sempre più fragile e lanciando campagne di sensibilizzazione sull’uso corretto delle risorse ambientali.  Purtroppo, invece, non ci resta che constatare come il Governo giallo-nero abbia deciso di andare in una direzione diametralmente opposta, modificando il codice appalti e approvando il decreto sblocca cantieri che, di fatto, favorisce la cementificazione del territorio.

Elena Grandi e Matteo Badiali