Da Napoli, la sfida: siano i Sindaci a dichiarare l’emergenza

Non si può attendere oltre: i cambiamenti climatici devono essere posti in cima all’agenda politica, con la dichiarazione dello status di emergenza. Ce lo chiedono i cittadini, specialmente i più giovani, e ce lo conferma il sondaggio di YouGov pubblicato il 13 maggio da la Repubblica.

La voce dei giovani

Noi non possiamo votare, ma ricordatevi del nostro futuro quando, il 26 maggio, sarete soli con le vostre coscienze nella cabina elettorale”: è questo il messaggio che, partito dalla giovane Greta Thunberg, ha travolto la vita di tanti giovani di tutto il mondo, spingendoli a un attivismo che non avrebbero, forse, mai immaginato. È questo il messaggio che tanta parte della politica si ostina a non capire, nonostante gli esempi positivi, in tal senso, non manchino affatto.

Qualcuno ha già dichiarato l’emergenza climatica

Proprio qualche giorno fa, la Camera dei Comuni, in Gran Bretagna, ha approvato una mozione con cui ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale. Jeremy Corbyn, che l’ha presentata, ha sottolineato persino la necessità di lavorare in sinergia con altri Paesi. Come ha evidenziato anche Elena Grandi, infatti, non è possibile affrontare emergenze del genere in un’ottica nazionale e nazionalista.

Anche la Scozia, dunque, ha dichiarato l’emergenza climatica. D’altronde, per loro, non si tratta che di un potenziamento di quanto già approvato con il Climate Change Bill del 2018. Si può dire, inoltre, che la Scozia si regga quasi totalmente sulle rinnovabili, esportando elettricità anche nel resto del Regno Unito.

All’elenco dei Paesi sensibili alle questioni ambientali si è recentemente aggiunta l’Irlanda, con la propria dichiarazione di emergenza climatica e con la richiesta di verificare le prossime mosse che il Governo intende mettere in atto per contrastare la perdita di biodiversità.

La posizione dell’Italia

L’Italia tace. Anche di fronte alla mobilitazione di centinaia di ragazzi che chiedono attenzione per il loro futuro, ripetendo ad alta voce che “non c’è più tempo: la Terra va salvata ora, prima che il cambiamento del clima diventi inarrestabile”. La politica nostrana fa orecchie da mercante. D’altronde, è molto più facile scagliarsi sui migranti – alcuni dei quali ambientali, ricordiamolo! –, parlare di legittima difesa – nonostante i dati sui furti in casa descrivano un netto calo del fenomeno –, lanciare concorsi di dubbio gusto e stare sempre a litigare su tutto.

Questo pomeriggio, a Napoli

Noi non vogliamo più aspettare, vogliamo che il nostro Paese – questa lingua di terra fragile e meravigliosa al centro del Mediterraneo – cominci a seguire gli esempi virtuosi in giro per il mondo. Per questo motivo abbiamo organizzato, a Napoli, un incontro sul tema a cui parteciperanno Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, e Carmine Maturo, co-portavoce Green Italia. Con loro, ci sarà la nostra capolista per la circoscrizione Italia Meridionale, Eliana Baldo, oltre ai candidati Orlando Amodeo, Filly Pollinzi, Emanuela Trimarchi e Luigi Esposito.

La sfida

Per cambiare l’Europa, l’Italia, il Sud sarà lo spazio dal quale lanceremo la nostra sfida ai Sindaci del Paese: che al posto di un Governo sordo, siano le amministrazioni locali a rispondere alle istanze delle giovani generazioni. Che ogni comune d’Italia si muova, in sinergia con gli altri, per dichiarare lo stato di emergenza climatica.

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