Sulla Cannbis, Salvini utilizza mezzi di distrazione di massa

Salvini, con la questione cannabis, utilizza strumenti di distrazione di massa per non evidenziare i fallimenti politici e morali della Lega. La criminalità organizzata starà brindando di fronte ai tre negozi di cannabis light chiusi nelle Marche dal Questore di Macerata Antonio Pignataro e davanti alla possibilità, offerta dal Ministro, di sottrarre alle casse dello Stato una fetta di mercato del valore di più di 10 miliardi di euro.

L’uscita di Salvini sulla cannabis è meramente strumentale: i guai che investono il suo Governo e la situazione economica e occupazionale del Paese sottolineano come le priorità siano ben altre. Nella sua narrazione, il Ministro racconta di mamme in lacrime, salute a rischio e di cannabis come anticamera dell’eroina. Sarebbe ora di piantarla: esercitando un controllo sulle sostanze, i negozi di cannabis light consentono di ridurre i rischi per la salute. Sulla questione della droga-ponte, infine, è intervenuta persino l’OMS la quale ha recentemente raccomandato all’ONU di rimuoverla dalle sostanze pericolose e di favorirne l’uso terapeutico. Inoltre, la cannabis serve nell’edilizia, nella cosmesi, per finalità terapeutiche e come alimento. Il business legale in Europa, al 2021, sarà di 26 miliardi di euro. In Italia, potrebbe rivelarsi un’economia con risvolti occupazionali enormi: non stiamo parlando di droga, come lascia intendere Salvini.

Mentre nel mondo sempre più Paesi legalizzano sia il consumo medico che ricreativo, in Italia il tema viene ideologizzato e dibattuto con logiche bocciate dalla storia. La cannabis sativa rappresenta un mercato in forte espansione che sta creando migliaia di posti di lavoro. Chi si batte per mantenere lo status quo agisce contro gli interessi del Paese e, chiaramente, in concorso con quelli delle organizzazioni criminali.

Angelo Bonelli ed Elena Grandi