Parola ai giovani: firma per abbassare l’età di voto [PETIZIONE]

I giovani di tutta Europa ci stanno chiedendo a gran voce di agire contro i cambiamenti climatici e di farlo subito, dimostrando più lungimiranza di tanta politica. Lo stanno chiedendo a noi – che siamo cugini, zii, padri, madri, nonni – perché loro il 26 maggio non potranno entrare in quella cabina ed esprimere il loro voto. La politica, ancora una volta, sembra essere un affare per pochi. Una macchina decisionale che, incredibilmente, esclude chi è più direttamente coinvolto nelle vicende.

I cambiamenti climatici, causati sciaguratamente da questo presente e dal recente passato, ricadranno inesorabilmente sul futuro, che più di ogni altra cosa appartiene ai giovani. Allora perché non permettere ai nostri ragazzi, che sempre con maggior frequenza si riuniscono in associazioni non governative, manifestazione, petizioni, movimenti sociali di partecipare direttamente alla vita politica? Per tanto è necessario che i paesi appartenenti all’Unione Europea abbassino l’età di voto a 16 anni e consentano ai giovani di avere voce in capitolo a livello politico.

Mentre paesi come Austria, Malta e Grecia hanno abbassato l’età minima per andare a votare, l’Italia è ancora ferma ai 25 anni per eleggere il Senato. Situazione simile per ciò che concerne l’età minima per candidarsi: 18 anni nella maggior parte degli Stati membri e ancora 25 per l’Italia.

C’è bisogno di aria fresca in politica. Le istituzioni devono coinvolgere i giovani nelle decisioni, soprattutto quelle che riguardano il cambiamento climatico. I giovani di tutta Europa vogliono essere ascoltati. Non c’è più tempo: è il momento di abbassare l’età di voto a 16 anni.

Il cambiamento climatico

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